Il vecchio cianfrusagliecallisto

Per la durata delle superiori ho tenuto un diario delle esperienze di vita della mia adolescenza, quel blog è stato rimosso e ho tentato di recuperare tutto il materiale e rimetterlo qui. Rileggere le pagine di nostra vita aiuta a non sentirsi solo un numero tra i 7 miliardi di uomini al mondo. A volte potrà sembrare troppo addolcita, altre ridicolmente epica, altre ancora un po’ deprimente, a volte ci si chiederà se tutto ciò sia normale, o se qualcosa sia ingigantito o inventato, bè basta solo che chi ha vissuto quelle esperienze con me, che sia un compagno di scuola, un amico, una ragazza o uno scout non se ne scordi del tutto. Mi spiace se è impaginato male e mancano le foto; i post vanno dal più antico (primo anno delle superiori), al più recente (route in Bosnia).

Signori e signore, amici e amiche, è per voi qui il vecchio cianfrusagliecallisto, amatelo e vivetelo.

In questa mia spiaggia di pensieri arenati, potresti essere un tesoro

superborto

06/12/2006 17.55.20

Non tutti potranno sapere chi sia questa somma figura, quel pensiero eclettico che risponde al nome di
Federigo Bortolotti, mio grande amico.
Ma standogli insieme di banco ho carpito la sua scienza che può essere ascoltata da Granarolo, passando per Grosseto fino a Padova
Queste sono le sue massime:
Nel biennio
L’Ombrone è un bel fiume, l’unico problema sono
quelle maledette multinazionali
che scaricano le ossa dei cinghiali nel fiume
Io: Borto ci serve una tipa
Lui: dobbiamo mettere su i muscoli per riuscire a diventare
maschi alfa e conquistare la femmina del branco
Borto alla professoressa di arte:
qll statua rappresenta
un atleta che si sta detergendo perchè siccome prima avrà
sudato ora è unto
Alla grandissima prof. Fergnani a cui va il nostro affetto:
la prof: qund’è che ripareranno questa maniglia
borto: mi sa che dobbiamo aspettare la prossima finanziaria
la prof: forse voleva dire una sciocchezza ma purtroppo è proprio vero
a me guardando la Chiara interrogata “ma chissà cosa frulla nel suo cervellino”
il giorno prima della verifica di matematica ” stasera partiamo per Lourdes”
D Mira: Bortolotti qual’elemento architettonico esiste fuori all’esterno delle chiese romaniche,
rispetto a quelle paleocristiane?
B: Bè diciamo è quel portico
D: t sembra una terminologia corretta? io questi linguaggi non li accetto!!
B: è una lesena
D che?
B: spara una bestemmia urlando
dopo l’interrogazione
Prof se ieri sera non avessi studiato 2 ore Le Corbusier….
io: Borto che hai fatto sabato sera
lui: siamo andati al comunale con mamma, c’era piazza Verdi piena di drogati,
fuori c’era il direttore d’orchestra ed i politici che si facevano di roba,
sono entrato, non si capiva un cazzo, cantavano tutti uno sopra all’altro,
dopo tre ore mia mamma mi ha svegliato, le ho detto che mi è piaciuto applausi
per quei maiali e poi scappati in taxi perchè a qll ora non c’è della bella gente.
riguardo al calcio: al Bologna quando fanno l’interviste al presidente della squadra c’è
un bidello rincitrullito vecchio e fatto di doping, caduto in miseria da 50 anni.
a Ricky: non può essere un uomo forse è una di quelle nutrie che vivono sul lungoreno, o forse
uno zigano che fa compagnia alle nutrie
Nel triennio
Entra durante l’ora d religione, mangiando un paninazzo gigante.
Colto in flagrante risponde “prof, non è mio, l’ho trovato nel cesso”
Si è il maestro d Tai Chi, m pare fosse Cazz In Cul, tu te lo ricordi?
Ah si spiega la Carboni adesso, passami fisica, tanto non si capisce un cazzo.
Oh *****  mi fai  una *****?  No ma guarda non è amore, io cerco solo sesso selvaggio…

Comments

- 06/12/2006 20.55.31
1 SOLO COMMENTO….BORTO IDOLO!!!!
CIAO GHELLI W BOLOGNA…
Angela Gaia – 17/06/2008 14.38.23

Dio santo, l’ho letto solo ora. Ho paura di andare in quarta con lui. E’ stato seduto solo due banchi dietro di me per tutto l’anno:|
E cmq non hai messo la più bella:” E’ COLPA DI QUEL PORCO LASSU’!”.
Ciao Ghellino =*=*=*=*=*

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la notte degli intrighi e degli inganni al Ruvido

20/12/2006 16.56.27
è noto che la fino ad allora splendida classe 2h del cope si sarebbe dovuta presentare alle 9 + o – un quarto davanti al night Ruvido con almeno 27 euros per l’entrata ed il guardaroba Struzzini!!!
Siccome se te tu vai ad un ristorante ti fanno aspettare mezz’ora fori (ma dove??) lì fecero così ma quelle povere ragazze vestite
da troiette (non è un insulto, è un vezzeggiativo) dovettero vederselo con un gelo fantozziano.
Allorchè i vispi si baloccano a contare il rapporto tra maschi e femmine, calcolando che su 23 ragazzi/e c’erano ben 3 ragazze e tenendo un +o- 0.025 di altri sessi il numero di donne a disposizione di ogni uomo era 3/23= 0.130 +o- 0.025 ragazze.
Detto questo increscioso fatto, molti uomini vestiti di nero si dileguano nel buio per non dovere invece di provarci con una, doverci provare in un rapporto a 7 (23/3= 7 ).
Entrati nel posto lo notiamo incredibilmente bello ed elegante, seduti ai tavoli eleganti e piacenti camerieri ci pasciono con 3 tortelli contati ed un po’ di pasta, Stefan riesce a comunicare per un buon perido con una di codeste, se ciò fosse perchè già presentiva che nn avrebbe cuccato e quindi qll era il suo massimo non ci è dato saperlo.
Ma nell’istante che ciò avviene una donzella che non nominerò in questo racconto, la Vendra dice al cameriere che siamo minorenni, nonostante dentro al night non lo era solo il nostro tavolo ma tutto il night, il cameriere torna con dell’acqua e della fanta, la Vendra dunque è riuscita a trasformare una piccante cena in disco in una cena da oratorio.
Per sbaglio ci arriva una bottiglia di vino che per calmare la rabbia mi bevo per metà e l’altra se la beve la Vendra per dimenticare, il suo tipo o la cagata di dire che eravamo minorenni non ci è ancora dato saperlo.
Iniziamo a vedere negli schermi prima solo cantanti che ascoltava mia madre quando era giovane in bianco e nero “depeche mode, duran duran” poi una sfilata di canzoni pietose italiane di tali “neffa, marco masini, pablo meneguzzi, negramaro, dolcenera e altri”.
Scendiamo a ballare, dopo un’ora di danza tutti +o- da una parte della discoteca sparisce una ragazza che è nuova nel racconto, si è proprio la Vendra, la cerchiamo io e Kampus per mezz’ora.
la ritroviamo in stato confusionale, aveva prima un maglione scollatissimo, ora non aveva + neppure qll, e che nn si reggeva con gli stivali.
Una così sarebbe stata preda dei 7 sfigati della storia iniziale se nn ci fosse stato Barbi, che con la sua voce da ganzo ha esclamato “qll è mia sorella, hai problemi” alle 18 persone che cercavano di condurla verso il bagno dei maschi (era già a metà strada)
Io e kampus tratteniamo a stento le lacrime, l’abbracciamo forte(lei non capisce il perchè e ride) la prendo in braccio da cavaliere e la porto al primo piano per farla sedere (mi sa che neanche suo papà sarebbe stato così cortese) con lei che si lamenta per gli stivali ( e quindi si leva anche qll e gira scalza) ed io con la schiena spaccata ci sediamo  distrutti.
Stefan ovviamente su una sedia con del vomito, e stiamo a vegliare sulla Vendra come 2 angeli custodi per un quarto d’ora ad impedirle di andare a bere alcolici, più tardi capimmo anche che grazie a noi era giunto al termine pure un tentato stupro, infatti la Vendra non trovava più il ciappo (per quei fortunati che non vivono a Bologna, Pisa a parte, trattasi di molla per capelli), i violentatori infatti probabilmente non hanno trovato molti altri indumenti indosso a lei oltre al ciappo suddetto.
Al racconto è stato poi aggiunto un doveroso ringrazziamento a Canuto che ci ha spronati a cercare la Vendra con la mitica frase ” Cazzo no, chi la sopporta dopo quando c’è religione a romperci le palle sulla verginità?”
Poi usciamo, io e la Marzia portiamo la fre che per non mostrare che era alta come una polpetta (non è un insulto è un vezzeggiativo ti vogliamo bene) si era messa un taccone così alto che nella vescica del piede si era formata una bolla che poteva usare come livella.
Molto gentilmente sua mamma mi accompagna a casa, alla domanda vi è piaciuta la disco? la  Marzia e la Fre rispondono felicissime sii sii, io fo un sorriso all’inglese e mi volto. Alla prossima.

Comments

- 20/12/2006 19.10.54
Ma bella il cavaliere, hai un pò esagerato.Barbi nn si è comportato da vero cavaliere xke ci ha lasciati soli a sorreggere quella ubriacona!basta dire ke se nn fosse per noi la vendra sarebbe in cinta di tre gemelli tutti di padri diversi!bel blog!
Mattia Canuto – 20/12/2006 21.45.15
Orco cane, Ghelli, non hai nominato me è__é
Che sono quello che ha coordinato le ricerche della Defic… Ehm… Alcolist…. Ehm… Drog… Vendra.
Comunque, ringraziamo Dio che ce l’ha fatta ritrovare, se no io alle lezioni di religione (Quando lei avrebbe parlato della sua sindrome dell’abbandono e della sua Verginità ormai perduta per sempre) Io avrei potuto commettere atti Violenti…
Mat, il Paladino del Ruvido.
Angela Gaia – 21/12/2006 20.34.37

NONONONO GHELLI!!insomma!, ti sei dimenticato di dire che GRAZIE A ME e al mio sguardo truce il cameriere ci ha portato il vino che avevo già precedentemente ordinato(prima della confessione della vendra)….FERMO ROSSO! tutto grazie a me se siamo riusciti a portare la luce sulla nostra tavola…eh…sa non ci saresti io…voi come farei!?!?!?
sei sempre l nostro cavaliere preferito…e …canuto… fai bene a prendertela quando si parla di verginità..non è carino mettere il dito nella piaga. un bacio!:DD

•.[♥].hOυ$єтт!иα Fяαи¢ι.[♥].• – 21/12/2006 20.42.33
Amore mio sei stupendooooo! adesso lo stampiamo e lo appendiamo in classe….che bellissimissima serata vero?
me che male sui tacchi…non mi reggevo in piedi ma nn ero poi una polpetta dai…vero?!?!?!!
=D tvb
Mattia Canuto – 21/12/2006 22.17.12
Bravo Ghelli, ottimo aggiornamento.
Come dico sempre: Dai a Dio ciò che è di Dio e a Mattia ciò che è di Mattia.
Gaia… ti Odio. è__é
Dato che ci siamo, Gaia, ricordiamo che al Cameriere (Quello che ho liquidato con “Sì Ciccio, va bene basta che ti levi dalle balle” perchè non avevo capito che non ci voleva dare il Vino <__<) hai dovuto dare ben altro che uno sguardo truce, per farti portare gli alcolici.
[+]Quello di Prima[+]
Angela Gaia – 30/12/2006 12.22.09

Maddai Canuto! Come fai ad odiarmi se ti ripeto in continuazione che sei il 15 più affascinante del mondo soddisfando così la mole innaturale del tuo ego? e al cameriere ho dato proprio uno sguardo truce..altre cose le riservo ad altri pochi eletti (considera che al mondo ci sono miliardi di uomini..per quanto io possa darmi da fare saranno SEMPRE pochi eletti). Ghelli sempre nei nostri cuori. ah..carino il profilo..i tuoi interessi sono “tipe” ed “uscire” e “feste”?? wow..sembra quasi vero(dai una frecciatina dopo tutti questi complimenti ci stava..e poi lo sai che scherzo)un bacio

S DAVID – 28/03/2007 19.47.33
eccellente lavoro….sei sempre stato il migliore!
Giuseppe Sventuri – 16/06/2008 18.04.39
Ciao davvero un bel blog! Passa dal mio ciao ciao e lascia qualche commento

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la vera storia della monaca di Monza

15/01/2007 20.59.28
Manzoni nella descrizione della storia della monaca, tratta una omicida, peccatrice ed empia come una povera
cinna di 4 anni con il lecca-lecca fregato dalle dita solo perchè non era stata autorizzata a sposarsi.
Ma illustrissimi 26 lettori, sapete benissimo che Manzoni non si è mai convertito veramente al cristianesimo,
e se l’ha fatto e stato compiuto certamente per adescare una nobile ma poco sveglia.
DA CIò INIZIA IL BIASIMO DELLA MONACA DI MONZA
Suor Gertrude nasce in una ricca famiglia, il padre la indirizza al convento perchè sa che un giorno ella avrà un importante posto nella società, come in effetti sarà in seguito, i fratelli la invogliano sulla retta via ammirandola di continuo (che bella badessa!!) ed il padre la fa maturare molto “non è il comportamento adatto ad una badessa” è chiaro che questo padre tiene molto alla figlia, e vuole il meglio per lei, nonchè la sua felicità “quando sarai in convento farai il buono e cattivo tempo”.
Manzoni poi, ci descrive come, in momenti della schizofrenia della giovine, giustificata da turbe adolescenziali, fermo restando che
quest’ultima è una motivazione insufficiente per tutto il male da lei compiuto, dopo anni di buona educazione e di amore, ella spezza il cuore ai suoi genitori.
Ella,con un sotterfugio,  insieme a delle giovini sorelle privi di umiltà invia una lettera al priore, tuttavia le sue compagne, oltre che ipocrite perchè concupiscono suor Gertrude in convento prevedendo larghe offerte al medesimo, superbe, impiccione, sono anche stupide perchè la lettera viene intercettata.
Il povero padre controvoglia è costretto a tenere per qualche giorno il muso alla figlia, la quale invece di pentirsi delle sue menzogne causate dalle turbe ormonali, invece di applicarsi per chiedere perdono al padre di quell’errore da bambina viziata che fa???
Va a mettersi con un garzone, esso non è neanche un amore serio, ma un cippa lippa coi bigliettini, o pizzini, di frasi smielose, come quelle che ci inviavamo alle medie quando c’era italiano o geografia.
Riconosciuta la sua ancor + grave colpa ed il tradimento della fiducia del padre che sin lì si era limitato solo a tenerle il broncio, piange davanti a quel sant’uomo che intenerito le chiede solo il bene di lei stessa e le promette che tutto sarà addirittura meglio di prima.
La suora fa i voti e invece di comportarsi da buona suora si rende ipocrita e crudele con 2 servette.
Non contenta si innamora di un altro schifoso di nome Egisto, il quale la mette pure in cinta!!!!!!! Peccato, schifosa, una suora così ben educata dal padre!!! empia, eretica.
Una delle povere schiave al suo servizio la sgama presumo nel gesto atavico , e Gertrude ammazza la monaca.
Dove l’avrebbe messa dio, nei lussuriosi per Egisto, negli assassini per la suora, noo l’avrebbe messa nei traditori dei fratelli (dunque anche delle suore), sotto ai piedi di Lucifero, insieme a Bruto, Cassio e Giuda (questo è solo per gli amanti di Dante)??.
Non essendo tutti e tre dei bei maschioni suor Gertrude si converte per finire in paradiso coi santi, probabilmente col desiderio di farseli tutti.
Fine del biasimo della monaca di Monza
Se anche tu hai letto questo perchè hai cercato su google qlcs sulla monaca d Monza e hai letto tutto qst 6 ganzo/a lascia un commento ciao.

Comments

Mattia Canuto – 18/01/2007 16.12.33
BWUHAUUAHAUAHAUAHAUAHA Come non quotarti in tutto e per tutto?
giulia – 02/02/2007 18.42.07
nn saprai neanke ki sono ma…concordo cn martuz e il suo blog…leggere qst spaces è pratikamente impossibile come impresa °____°
XDXD
xò da quello ke sn riuscita a leggere sei simpatico XD
beh passa dal mio blog se ti va…ciauz ^^
GiUlIa
Sara Nanni – 06/02/2007 19.49.35

Ahahahah.. Questo va stampato e portato alla Grassi! =)

michele – 11/11/2007 19.01.37
molto simpatico qello che scrivi..peccato che risulta una banale trasposizione di ciò che sono gli avvenimenti che portano al percorso della CORRUZIONE di gertrude. hai fatto certamente una simpatica descrizione degli avvenimenti, ma probabilmente non hai colto il messaggio che l’autore vuole trasmettere. Manzoni descrive minuziosamente gli avvenimenti della vita di una bambina innocente che la portano alla corruzione a causa della sua debolezza di imporsi nelle suddette situazioni, egli fa una critica e non utilizza le sue debolezze per metterla in ridicolo. non  voglio atteggiarmi ma ciò che hai scritto è blasfemo nei confronti di una delle più grandi opere della letteratura. a proposito si  chiamava egidio non  egisto. dovresti studiarle bene le cose prima di criticarle e sicuramente molto ma molto prima di permetterti di menzionare dante.non ti lancio un attacco,ma mi sono pemesso di scrivere questo perchè sono uno di quelli che cercava qualcosa su google sulla monaca di monza.ciao

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il teatro in lingue

14/05/2007 16.36.26
Questo secondo resoconto che scrivo sulle vicende della 2h ,di modo che, si possano ricordare i fatti precisi anche secoli dopo ai nostri nipotini che ci interrogheranno peggio dei professori, parlerà ora del teatro in lingue nella sera di giovedì 10 maggio.
In principio entrò nella nostra classe, 1 mese addietro, una mente perversa, nata nelle nebbie di Manchester, di nome Andrew Bonafide, il suo sorriso torbido mi terrorizzava giorno per giorno, finoacchè decise le canzoni per lo spettacolo, e lì compresi che i miei sospetti sulla mente crepuscolare del Bonafide erano fondati, per citare  una canzone (mio bello bello amore… siamo soli, soli al mondo) e l’altra (libera me domine…).
Dopo una serie di estenuanti prove,  ci si prepara per giovedì, appuntamento 9.30,  ma ci faranno entrare solo di mezzogiorno, per questo sono grato al teatro: per avermi fatto saltare disegno e mate per ka**eggiare.
Lì incontriamo la nutrice, uscendo, ottima occasione per provare i miei occhiali scuri giganti, prendere Stevan al guinzaglio e fingere di essere cieco per scappare dal lei.
Entrati in teatro ci accorgiamo dell’insulsità di questo, niente aria condizionata, posti minimi, niente impianto audio, niente costumi.
Da certe indiscrezioni della prof. Dal Monte si comprende che chi danzerà o ballerà avrà un 6 assicurato, chi invece recita in giacca e cravatta, un nove in pagella.
Proviamo quelle 5 o 6 volte tutto lo spettacolo, ed accorgendoci di essere perfetti, in sintesi, torniamo ognuno al proprio agoniato pranzo.
L’appuntamento viene dato alle 7.30 magari 8 o 9 meno 5 o 10 e 2 minuti volendo 1 ora prima, c’è chi ha provato a giocare questi numeri magici al lotto, non ci sono stati nè  6 nè 5+1.
Tornati in teatro, pimpanti + che mai entriamo per travestirci, ma le donzelle si barricano con la scusa che devono cambiarsi, che di tutti i tranelli è il + infingardo, stanno infatti 3 quarti d’ora a chiaccherare e a truccarsi pesantemente, con noi lasciati fuori, come se ci volessero tutti finocchi.
Uscite le donzelle entriamo dentro e troviamo una scena da delitto passionale, rossetti, fard, ombretti, biancheria intima per il + rossa e compromettenti foto di OC e altre insane tv series.
In preda alla foga ci denudiamo con la porta aperta, alcuni anche fuori, tutto può il non volere recitare in mutande, e nel momento + critico io, mi sbrago un passante delle braghe, DISASTRO.
Prolessi, tutti gli abiti di quella sera li avevo fregati a mio padre mentre dormiva, fine prolessi.
Chiedo alle donne di ricucirmelo (il passante) per non dover recitare con le bretelle o con una botte, ma le infingarde mi mollano un rocchetto di filo ed un ago come per dire “ora vedi la parità dei sessi, risata malefica”.
Scappo con le braghe su con la mano dietro al palco per non mostrare la scena incresciosa, mi volto e vedo il mio segreto amore delle elementari, che riappare nel palcoscenico della mia vita, ovviamente con l’ago mi foro la pancia nel salutarla, ero indeciso tra chiederle di rattopparmi le braghe o se potevamo uscire una sera, ma la prima sarebbe stata troppo da Ghelli, la seconda troppo poco.
Resto un attimo incantato da lei e non sento il sangue cadermi dalle mani per i buchi con l’ago.
Riesco dopo essermi cucito anche 2 mani a rattoppare le braghe, lascio l’angelica figura e la classe si siede nelle scalinate.
Ammassati come maiali assistiamo agli altri spettacoli.
Subito mi accorgo di un dramma, devo recitare con Kampus e la Vendra, dopo la lunga notte del Ruvido, avevo giurato che le sarei stato lontano 10 m almeno, ma è troppo tardi e mi tocca portarla di peso sul palco, causa tacchi.
La luce si spegne e passano 5 minuti, poi l’inno ed inizia lo spettacolo, tutto a posto, attori magistrali, qualche impappinamento, ma la 2h mostra il suo enorme valore.
Barbi trionfa con la frase Shakespiriana “becouse banana peals is the best”, riscontrabile anche in “Romeo and Juliet”.
Verso la fine, David aveva il compito di portare via il tavolo dal palco quando arrestavano Borto mister Mayor, mi volto per dirglielo mentre arriva il commissario Canuto, ma david parla da solo, lo spingiamo in 3, ma lui continua a parlare da solo, la Vendra dall’atra parte del palco dà segni di smarronamento, ed andiamo avanti a recitare col tavolo in scena, viene issata in braccio da Kampus, ma il tavolo è ancora in mezzo, chiamiamo David, ma non aveva ancora terminato il suo monologo dietro le quinte, inizia a recitare la Vendra, per poi arrivare lentamente David, che saluta i genitori portando il tavolo, poi porto giù la Vendra di peso, che aveva già perso la sensibilità delle caviglie.
Nella fine trovo il vero spettacolo, forse perchè ero vestito così elegante da sembrare un becchino, vedo che gli occhi azzurri di quella con cui c’avevo provato per anni invano,  si posano splendidamente, credo verso me (di certo non su Kampus).
Vedendo il suo volto mi sento felice, chissà che per 5 minuti di illusione lei si sia pentita di non avermi raccattato nel mondo reale per lo più della mia vita.
Quello sguardo, a lungo dimenticato nella cricca del cuore è riaffiorato come in un girone dantesco dove le pene ritornano e sono eterne, o come un cerchio del paradiso, dove il tempo è futile.
Il vero amore torna sempre, ma ogni volta se n’imparano di nuove e posso dire che quella sera, per me e per tutta la 2h
“Banana peals is the best”.
.

Comments

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lettera Della Prof. Bruna!!!

04/07/2007 11.55.33
Incredibile, le vie del Signore sono infinite, con la poca mia ragione non comprendo come sia potuto razionalmente arrivarci un regalo così bello e disatteso.
“caro Iacopo 

sono giunta in questa boscaglia web attraversando siti pericolosissimi che un’amica mi ha segnalato e ho letto le tue divagazioni. Adesso sarai in vacanza e come me (che ormai non sono neppure più cinquantenne) ascolterai le canzoni di Guccini e penserai e ti divertirai e sognerai e progetterai. Grazie per quello che hai scritto , sono stata fortunata ad avere la 2h nell’ultimo anno di lavoro , mi sarebbe davvero piaciuto accompagnarvi sino all’università ma qualcuno  mi/ci  stava aspettando , qualcuno che era stato gettato via come spazzatura.
Qui va tutto bene  e se vuoi con i tuoi sgaruppati compagni fare un’esperienza diversa dalla discoteca posso aiutarvi, e non sto scherzando.
un abbraccio
Bruna”
2h Inviate le risposte, e grazie prof. che non ci abbandoni mai.

Comments

Mattia Campitiello – 04/07/2007 20.17.20
Sono commosso dalla delicatezza con la quale la ferniani t ha dato del vecchio!!!!! Com io nn sono per i viaggi in africa, ma ammetto che la fergnani ha  un grande cuore, le sue parole sono molto profonde e hanno cambiato anche me(ricordi la lettera di fine anno?).
Bravo ghelli
carlotta – 05/07/2007 14.25.48
WOW….nn c posso credere… è riuscita ad arrivare fino a te!!!!! cmq puoi dirle ke anke lei c manca tanto tanto tanto…. e dille ke anke noi siamo stati fortunati ad avere lei nel nostro primo anno al kope…cmq io LA AMMIRO x tutto quello ke sta facendo…grazie prof.
Angela Gaia – 06/07/2007 11.48.15

Che onore, Iacopo, sei fortunato. Si parla tanto, si farnetica, si fanno manifestazioni, si inseguono idee vuote e sembra quasi scontato che persone trovino il coraggio di fare una cosa simile. Non lo è. Aldilà della fisica, delle formule, dei rimproveri e della razionalità c’è una persona bellissima e sensibilissima. Si fa presto a parlare, ma in questa come in ogni cosa, chi agisce?
Peccato che le prof non siano tutte così. Peccato che il nostro cuore sia tanto duro. Ah, Iacopo, le tue parole mi hanno fatto capire che il pugnetto gelato che abbiamo nello sterno è ancora in grado di riconoscere la carne pulsante di tanti altri(che poi sono così tanti?).
Un bacione, sto partendo per le mie vacanze relax, sicura di meritarmele. Buone vacanze a tutti.

- 06/07/2007 12.17.29
Grande Iacopo, hai fatto benissimo a mettere questa lettera….effettivamente ci sono poche parole da dire, basti solo pensare a per quante cose inutili ce la prendiamo, ci lamentiamo, a come futilità diventino necessità, quando ci sono persone come la prof (mi viene da chiamarla ancora così…!) che davvero si occupano di problemi gravi e meritano soltanto stima e gratitudine per come ci abbiano fatto capire tante cose che ignoravamo o sottovalutavamo… le faccio davvero un grande e sentito in bocca al lupo, perchè il suo splendido progetto possa continuare felicemente e aiutare tanti ragazzi sfortunati…
ciao Iacopo!!! e arrivederci prof!!
Martina Bianchi – 11/07/2007 16.06.08
ciau ghelli, come tutti hanno detto una vera fortuna, mi fa molto piacere che per una persona cosi piena di buon cuore non siamo stati dei semplici coglioncelli che non sanno cosa fare nella vita. la prof è rimasta nel mio cuore come una gran prof e come una grande persona, i ragazzi con cui vive ora sono molti fortunati percjhè di persone con le palle e con la testa sulle spalle ce ne sono poche. mando un grosso bacioni a tutti a ghelli e alla cara prof.
martuz.
Francesco – 23/07/2007 8.17.04
Bravo Ghelli

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GRAZIE

06/09/2007 14.10.40
Magari sarà un intervento un po’ palloso per alcuni, spero tuttavia che per questi riesca ad esserlo almeno quanto gli altri.
Quando la sera del 31 agosto quando tutti erano tornati nei rispettivi abituri, sn rimasto un attimino a riflettere su tutto quello che mi era successo in terra d’Austria, in quell’estate e nella mia vita.
Sono tornato a pensare a tutti quelli che mi hanno donato tante cose senza chiedermi nulla, a parte  la mia felicità.
Gli amici e amiche del bologna 7,  i miei compagni di scuola e di parrocchia, i miei genitori, i miei nonni, qll di Spettine, qll della mia vecchia scuola di suore e tanti altri.
Grazie di tutto, mi avete cresciuto nella vera gioia.
Non lasciatemi mai, io sarò con voi finchè non schiatto.

Comments

Albe.. Nanni – 06/09/2007 14.14.55
conta pure su d me japochino dj!! il tuo affezzionato studente del cope alby
- 06/09/2007 15.12.08
M ero dimenticato d ringraziarti nella mia lettera raccontata e m è dispiaciuto1sacco,anke xk in reparto sei una delle poke persone,se nn l’unica,k riescono a vivere quasi pienamente la semplicità..per qst tua grande dote e per tutte le altre k nei vari anni passati insieme hai donato a me e agli altri,ti ringrazio veramente! matte..ps.:w la sq aquile!
elena garibaldi – 07/09/2007 11.29.47
ciao iacopo! anke io volevo rongrazierti x qll che mi hai donato, sono sicura che il prox anno c divertiremo come matti!!!!baci
Fry Consalvi – 08/09/2007 11.25.21

E chi ti lascia più, caro Iacopo? Come aveva già detto qualcuno sei unico…sei semplicemente Iacopo…

Alfredo

Nicolò Scarano – 10/09/2007 9.11.06
viva spettine! grande jacopo il nostro tamburellista! e triangolista!
Francesco – 10/09/2007 16.17.44
e io sarò con voi fino alla fine del mondo.
E me nn mi citi? çç

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Transilvania

04/10/2007 10.55.30

All’inizio non ero ancora davanti alla disco, bensì mi ero messo a fare un giro per il centro.

Il sole avea da poco taciuto ogni suo raggio ed io ero ad aspettare i miei amici in piazza maggiore, m avvicino sentendo la musica classica che arriva da un palco, e noto tante ragazze giovani che si appropinquano a questo con fare gioioso.

Tra queste noto una madonna con un volto dolcissimo e due occhi che brillavano, con una maglietta con scritto girls che da poco era venuta in bicicletta come una storia d’altri tempi ( se per caso leggi qui t ricorderai d me) m avvicino a lei sperando d tentare qualche approccio, poi penso invece che normalmente l’abbigliamento sarebbe stato ottimo, ma solo in quell’istante della mia vita, il mio era invece inopportuno. Questo era l’abbigliamento d Fantozzi: scarpe adidas lucidate, 9 euro alla coop l’anno scorso, roba che io ritengo di gran lusso, calzini puma, inutili siccome erano sotto le braghe, dopo queste l’unico mio paio d mutande firmate (di marca o meno per me sulle chiappe stanno =), sopra maglietta dei CDC (Cosa Dice Chi? Risposta che aveva dato mia mamma a sentire il nome del gruppo) anelli vari e una collana d metallo prestati da mio fratello, l’unica cosa normale che avevo erano i capelli incasinati.

Dopo cinque minuti non sono + in quel luogo dionisiaco della piazza con qll giovine (che era pure + bella delle cubiste) ma sono davanti al Transilvania, per la consumazione dicono abbiano di tutto, poi dopo tempi biblici d attesa dicono che non hanno il branca menta (animali!!!) e mi faccio dare un sex on the beach, che poi sarebbe acqua con 3 aromi artificiali, volevo chiedere della vinaccia per farlo sembrare alcolico, ma poi scoprirò il perché di quelle schifezze.

Entro nella bolgia, ritrovo una mia amica che aveva fatto le elementari con me (Elisa) vestita da satanista totale; dopo i convenevoli, lei “Ghelli ma allora t 6 convertito anche tu? “ io “no, io credo in Dio padre onnipotente, in Battisti, Guccini e De Andrè” lei “non t voglio + vedere per altri 10 anni” meglio così, chissà come sarà diventata in quella data, meglio non pensarci proprio.

Partita la musica seria m accorgo che questa volta c sono 8 donne su 80 ragazzi.

Al che parte il CDA di noi andati in disco e dopo le lamentazioni del caso qualcuno propone anche di andare a casa, altri lanciano strane ipotesi per cui alle undici sarebbero venute, frasi dette per disperazione.

Le otto sono disposte sui cubi in modo da non essere seviziate dai testosteroni in basso.

Data l’assenza di donne si poga 2 minuti e basta.

Allorché miro subito qll che mi garba di + (chiamata da me in codice per intendermi con i miei amici il cinghiale bianco da una canzone d Battiato), con una rete nera al posto delle mutande (particolare scabroso, ma necessario, per proteggerla data la massa di testosteroncini che la concupivano).

Per tentarci sono costretto ad improvvisarmi cubista, pare io vada bene, finchè non inizio a muovere le gambe in modi peggiori d Ugo Ghelfi, allorché m dice il mio staff che posso solo muovere la testa e mimare una chitarra (come distruggere la creatività).

Comunque ballo in modo estenuante per un’ora, quella tipa non dà segni di misericordia, così vado da altre due baby cubiste, ballo di fianco a qll finchè queste non sono esauste, io invece ero pronto a morire per la causa.

Quando questa si rialza riuscendo solo a sculettare (da quanto aveva ballato) non potendola imitare nella suddetta danza (fossi Alby), capendo che ormai era finita, le chiedo se secondo lei potrei fare la velina, ma quella continua il suo sculettare.

Se ne vanno a farsi offrire da bere, ecco il perché non sn alcolici i drink, io per offrirne uno dovevo spendere tutta la paghetta della settimana dopo, e direbbe mio padre  (Che se lo ricordino!!), così per non farglielo scordare è tutta acqua, la prossima volta vengo col Santàl e gli faccio io i drink.

Scappate tutte le sabine, 4343*10 alla terza calorie smaltite dopo, esco dal locale e torno a casa.

Ma non è che quando hanno saputo che c’ero io qll sera è scattato il piano segreto come al ruvido e tutte le tipe sonon scappate in piazza maggiore? Vi prego ditemi il luogo e il tempo dove sia pieno d sbarbe!!!!!               Ciao

Comments

- 04/10/2007 11.47.19

l’apparenza è nulla.continua a vestirti come fantozzi e rimarrai comunque nei cuori

marica luongo – 04/10/2007 12.27.29
ciau!bè dai nn pensavo ke al trans ci fossero così poche donne…ma ke tra queste ci fosse l’elisa ci avrei messo una mano sul fuoco!!!ho capito la prox volta provvedo al rifornimento di donne!!x quanto riguarda la madonna in piazza maggiore….ke nn si sia rivelata la mia profezia???staremo a vedere ke cosa ha in mente il fato….w l’heavy metal!!bacix
Il Borto – 04/10/2007 13.22.36
Ghello,cm te nn c’e’ e nn c sara’ mai nessuno……………!!!cmq lascia perdere le baby cubiste che nn fanno x te!
Giù – 04/10/2007 14.07.44
Quando ti ho visto all entrata non ti avevo mica riconosciuto!Si ieri sera niente di ke,mi ero divertita molto di piu il giorno della kiusura.Ahaha mi ricordo che mi hai guardato e fai: ‘è tutto fintooo,sto fingendooo’…xD cmq anche tu hai notato la troiona ieri sera?!madonna santa…xD
Sara Nanni – 04/10/2007 14.22.23

Ahahahahah!!! Caro Ghelluz mi sa che hai beccato la serata sbagliata.. Probabilmente le ragazze si erano tutte rifugiate allo Chalet sapendo che sarebbe arrivato un rubacuori come te.. ihihih! La prossima volta raccatto un pò di ragazze e poi ti ci portiamo noi.. and remember: Ghelli il migliore! Ciao ciao =)

Nicolò Scarano – 04/10/2007 14.55.05
grande!
eleonora grimaldi – 06/10/2007 15.03.50
muahahahaha.. povero ghelli…

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In questa mia spiaggia di pensieri arenati, potresti essere un tesoro

Passaggio

21/10/2007 17.55.49
Da un nido è caduto
un pulcino……
Forse.
Ho pianto con chi mi amava, ho amato chi mi ha fatto piangere e da soli piangono coloro che non mi hanno amato.
5 Anni della vita non ritornano, io li ho vissuti sia nell’orrido che nello splendido ma sempre nel bene.
Ora davvero posso donare tutta quella gioia.
E spiccare il volo.
Fontanelice, in una calda mattina.

Comments

Martina Bianchi – 22/10/2007 16.42.29
Ma come sei romantico… cos’è questo passaggio, ti sei accorto di essere diventato grande?! Vai ghellus!
Baci, martuz.
Nicolò Scarano – 25/10/2007 21.39.52
ehmm… no… il Ghelli descrive con appropriata poesia e romanticismo il dramma del passaggio dal Reparto al Clan… cose da Scouts… grande Ghelli!

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frasi celebri dei nostri prof

20/11/2007 17.32.04
Vorrei collezionare un po’ d frasi dei nostri prof, qll che hanno seguito l’H, poi magari qll della B poi se c si vuole aggiungere tutti qll della scuola, così non si fa lo stupidario solo degli studenti ma anche qll degli insegnanti e sarà gratis!!
Di Mira: Oggi interrogherò solo persone a caso, chi interroghiamo oggi? Armaroli
Salvatore: non vi preoccupate, potrebbero esserci degli omosessuali anche nella vostra classe
Mezzetti: poi ci sono delle persone ignoranti e stupide e oserei dire anche idiote;a cui io ovviamente io non appartengo, tipo qll che dicono che i neri puzzano (borto non s tratteneva)
Mezzetti: per non parlare di quei tifosi imbecilli che urlano per la propria squadra (Mazza l’avrebbe rotto)
Mandreoli: Sarei voluto andare per il blocco del traffico da Omnia Clero a comprare una talare perchè i preti possono circolare; oppure mettere 3 bambolotti e dire che l’auto aveva 4 utenti anche a targhe alterne.
Tecnica del laboratorio alla Bertasi : meglio che copri tutto quel ben di Dio!!
Foccardi: capisco che per quelli della ex H pare strano avere un’insegnante di matematica umano e che non urla contro di loro.
Fergnani: quanti di voi sono andati in ascensore su una bilancia?
Grassi, il primo giorno di scuola: non è che io costringa nessuno a vestirsi come preferisco, certo è che, ragazze, mi capite, se venite tutte leggerine, dopo come seguono la lezione i vostri compagni maschietti eh, birichini!!!
Palazzi: tieni Ghelli, ecco, ti ho firmato con data odierna che sono femminista.
Galletti: e lo giuro, questa è la mia ultima paternale, perchè poi mi sono stufata… (e avanti 2 ore e oltre…)
io: Prof ma questo è un termometro a massima o a minima, Molinari: ehm uhh allora, dentro il termometro c’è il mercurio, ma non lo so
io: ok ma le ho chiesto se è a massima o a minima Mol: (sfogliando il libro di fisica) non lo so, forse è fatto di vetro
io: grazie ma è a massima o…  Mol: diamo un + a Ghelli (ed esce sudata e non mi ha ancora risposto)
Dal Monte: ecco prima della lezione vorrei raccomandarvi questi 3 vocabolari monolingue (inutili per me), questi abbonamenti a 4 riviste in inglese (orrende), questi 2 soggiorni a Belfast (magari di fianco a una centrale nucleare), 3 films in inglese, 2 spettacoli al duse, un eserciziario di grammatica che il rappresentante ve lo dà a soli 45 €….   Ma quante mazzette prende???
Brognara, dopo aver spiegato come al solito la classe è pietrificata dal terrore, “non vi preoccupate, alcune cose di queste le ho capite in questi anni” risatina di circostanza, tutti sudati dalla paura “su basta che fate 2 esercizietti a casa e le capite”, ma sappiamo che non è vero “ma avete capito qualcosina oggi???”, dal silenzio l’ultima sua frase fu “accidenti queste luci al neon fanno troppo rumore, non vi riesco a sentire”
Ghinassi:  “non sono riuscita a correggere i compiti ancora, scusate ragazzi ma non sono più una ragazzina e non m trattengo dal chiaccherare”
Pollo “ma prof non è vero, un sessantenne a giorno d’oggi è un ragazzino”
Mengoli e Ballardini (ndr non ci sono pervenute frasi dei soggetti per assenze continue durane le proprie ore)
Ditemi le altre frasiii

Comments

- 20/11/2007 19.43.10

Mitica Grassi!

Skage – 21/11/2007 13.36.25
nn c’è che dire,ghelli…ci stupisci ogni giorno di più(la cosa strana è che è tutto vero!!!)
Barbara Alberghini – 21/11/2007 15.32.41

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A chi vuol sapere il che fanno gli scout…

26/11/2007 14.41.33
Sugli scout
Tutti pensano di conoscerli ma nessuno sa minimamente in cosa consista la loro vita, bene, dirò com’è un’uscita con loro poi farete un po’ i vostri conti e verrete anche voi.
-Ciao Iacopo
-Ciao Marica
-Ah alla tua festa un posso venire, perchè ho l’uscita in quei giorni con gli scautti.
-Noo, bè allora salti l’uscita, sei l’unico maschio rimasto, vero?
Nonostante le felici premesse sabato mattina sono con lo zaino pronto a partire, tanto che la Mari m ha lasciato nel guestbook del blog il suo regalo per il viaggio…
Alle 10 della mattina l’Arpa dichiara “pioggia su tutti gli appennini” per ben 2 giorni consecutivi, l’apocalisse, e ricordandomi dei temporali passati in maglietta corro al gallo con mamma a prendere la roba.
Il gallo, per chi non lo sapesse, è l’unico negozio scout decoroso in emilia romagna, che, trovandosi dall’altra parte della città ci metto sempre un po’ ad arrivarci, vò lì e mi equipaggio per ogni tipo di fine del mondo piovosa acquistando pure un telo coprizaino a 7 euro, come ben sappiamo, non esiste buono o cattivo tempo, ma solo buoni o cattivi incassi per il gallo.
Credendo che con ciò mi sarei salvato torno a casa e preparo lo zaino, i caratteri salienti sono: kway, mantella
per la pioggia, scarponi impermeabili, 3 felpe, 2 pantaloni, il coprizaino, cuffia, guanti, sciarpa e un orrido cappellone, che avevo preso, data la sua bruttezza palese, solo per riparare i capelli.
Si va a il centro lame, becco gli altri e si inizia a volontariare, all’inizio compongo scatoloni se l’avessi saputo prima addio copernico e avrei fatto il magazziniere, ma l’orientamento alle medie viene sempre fatto male.
Poi quando il mio ritmo e quello di Alfred è giunto a standard industriali lascio il settore composizione scatoloni e vò in quello ritiro sacchetti colletta alimentare.
Una famigliola felice mi s’appropinqua e la mater familias, ancora d bell’aspetto, dice al figlio
“gigino vai a dare il tuo regalo per i bambini poveri” e quello gioso viene portando un pacchetto di lines seta ultra.
Per fortuna, accortomi dell’errore, ricevo merce + degna e Gigino viene amorevolmente pestato dalla madre.
Lieti d’aver fatto del bene, andiamo verso la stazione, e cosa sento???
Non piove. Poi usciamo, io bardato come una bestia, pieno di maglioni e orpelli, vò fuori e fa un caldo porco allora inizia la marcia verso la stazione con tutti quegli orpelli tra cui spenzolante dietro al collo l’orrido cappellone, che mostra subito la sua completa
ingombranza ed inutilità.
Arriviamo col trenino nella città del piacere che non dorme mai, Vado, per essere puntualmente sfottuti da 8 maschi ILLIBATI sulla trentina d’eta, che sbevazzavano nel ben noto bar bum bum musical.
Nonostante la presenza del rabbì di noviziato riesco a rispondergli un pochino, sarà stato che in mano avevo la sacca del disboscamento, con lame che facevan paura a Dio, figuriamoci a quei disperati.
Inizia una marcia estenuante in mezzo alla nebbia, poi si raggiunge il rudere. il quale era invero molto ospitale, almeno per i ragni e le blatte, che le mie compagne di classe amano tanto.
Montiamo le tende, e lì il genio maschile si esprime creando un nuvo concetto di tenda, come direbbe Lapo Elkamm, e ne salta fuori una specie di casa di tolleranza.
Il giorno dopo ci dividiamo i compiti, io e Alby si disbosca, che invero, è meglio della deltoid machine e della chest press messe assieme.
La marcia tonifica anche i deltoidi, per cui al mio boia, detto anche persona trainer chiederò la fine di quella macchina di tortura.
Si torna a casina con tutta la roba, questa volta però c’è un sole a picco, ma evidentemente era solo un’illusione, forse pioveva e non ce ne rendevamo, arpa!!!
Finita l’uscita entro in casa, e mamma come sempre, per prima cosa mi dice, “Iacopo, levati gli scarponi, c’è la vasca piena!!!!”.
Grazie agli amici e al rabbì del noviziato, tutti gli altri si diano allo scautismo, ciao.

Comments

marica luongo – 26/11/2007 19.10.34
caro iacopo non sei giustificato……IL MIO COMPLEANNO ERA IL 22!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Geco – 26/11/2007 20.13.10

lo scoutismo è la vita

Martina Benini – 26/11/2007 21.08.44
Iacopo…. SEI UN GRANDEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE!!!
CRISTINA – 27/11/2007 14.01.40
IACOPO SEI UN IDOLO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Cecilia – 04/12/2007 20.15.49
Complimenti grande racconto.
- 05/12/2007 17.22.34
wow..non so dirti da quant’è che non venivo nel tuo blog..cmq la canzone è bellissima!!mah..chissà se prima della fine del mondo riusciremo a vederci eh iacopello??a presto..:)irene(w modenaaaa!)

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il mio video!!!

23/12/2007 12.07.31
Ciaooo gente, finalmente m sn ripreso, dopo 4 giorni d febbre sn tornato sano.
Incredibile, 4 giorni a mangiare solo tè e riso, massacranti.
Comunque ora sto bn quindi m divertirò un mare in queste vacanze.
Sapete che ognuno almeno una volta ha desiderato di essere regista, col tempo che ho passato a casa sn finalmente riuscito a completare la mia prima e unica opera che avevo girato a pasquetta dell’anno scorso (qst capita qnd uno si dice sempre che tanto c’è tempo).
Godetene fino alla fine, poi ditemi se v piace.Se ve lo volete passare il link è http://it.youtube.com/watch?v=-Nt-Wurb3GQ
Buone feste a tutti, è stato un anno peso ma anche bello.

Comments

Martina Bianchi – 30/12/2007 17.34.53
soccia ghekk
david armaroli – 09/02/2008 21.20.00
mi sono guardato tutto il video….divertente il tuo amichetto, è abbastanza sveglio per la sua età

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Route invernale di strada (o ritirata di Russia)

30/12/2007 20.35.08
Neanch’io sapevo cos’era una route d strada.
Ma ora quando ne sento parlare m vengono ricordi stupendi, che partono dalle dita dei piedi, che per essa ancora mi dolgono; fino alle labbra, orreendamente staccatesi a croste durante quei giorni e ancora i ricordi tornano verso i cieli della montagna.
Il primo giorno, si era tutti lieti, facciamo una passeggiatina di piacere per raggiungere il primo abituro, raggiunto il paese ci accorgiamo che la nostra casa è non solo alla fine d qst paesino, ma neanche si trova.
Becchiamo un cartello fatto con legno nero pirografato, che nella notte nera si vedeva benissimo con il nome della locanda, facciamo metà salita massacrante ma la nebbia avvolge tutto.
Scendiamo a chiedere informazioni per farci rispedire alla salita di pria che al suo tormine ci mostra la casa e i suoi proprietari che ci accolgono.
La prima bombola di gas inspiegabilmente inizia a perdere e viene lasciata fuori per irrigare il campo dei nostri locandieri di CH4, a loro ovvia insaputa.
Come recita in un numero il gazzettino dello sport di Castel Maggiore “è stata dura la mancanza del Papa”, mentre Alberto purtroppo è stato colpito da una iazza orrenda, che per uno che fa il cope e sta in casa a studiare da 3 mesi è catastrofica, ma ti riempiremo di foto, e ti racconteremo tutto.
L’indomani si parte per raggiungere l’abbazia di Camaldoli, è piccola, ma contiene al suo interno 3 quadri del Vasari, che non pensavo minimamente di trovare lì, tutto il resto era a pagamento, dunque Ciao Ciao.
Saliamo verso l’eremo di Camaldoli, il quale è molto più in alto, l’Elena che è uno dei pochi esperti nazionali di impronte ci dice che sono passate varie spece animali, ma dopo aver descritto tutte le impronte mi rendo che erano finite quelle umane, per cui quei pochi che erano passati prima di noi dovevano essere morti di freddo e divorati dai cinghiali; presi dai morsi della fame ci fermiamo a 100m dall’eremo.
Un luogo così gelato l’avevo visto solo nei film fantasy, due panchine, un lago ghiacciato, e tutto il resto neve e nebbia.
Il vento gelato spegne i fornellini, al che Geco per primo, dopo solo 40 minuti dice “Marty,Jacopo,siccome sotto alla gavetta c’è poca acqua che bolle e sopra vento gelido la pasta è in una estremità tipo purè, nell’altra cruda e in mezzo gommosa dentro e fuori croccante”
Sentendo queste parole mi inorridisco “senti fammela sentire, ma mi sa che non la mangio” invece ero così affamato che non me ne rendo e ne mangio un etto di gran gusto come fosse roba da ristorante, tanto ero affamato.
La bea e Alfre di quella robaccia ne cuociono solo per loro circa 4 etti, motivo della nausea da parto che li ha colpiti i giorni seguenti.
L’unico condimento era l’olio sasso, che dal freddo del luogo si era rappreso e non scendeva bene, ne usiamo un po’ dalla prima tanica, mentre la seconda verrà portata in pellegrinaggio sigillata per tutti i luoghi santi nel mio zaino, ora l’ho in camera ancora chiusa, ma ci ho inciso tutte le tappe, ora è olio benedetto, e rappreso.sasso1000_0142(si noti nella prima fotp la tanichetta di fianco al fornellino e nella seconda le iscrizioni dei luoghi santi)
Quel freddo mi fa perdere ogni speranza di tornare a casa, mi scrivo un biglietto usando le parole di un esploratore polare « Fossimo sopravvissuti, avrei avuto una storia da raccontarvi sull’ardimento, la resistenza ed il coraggio dei miei compagni che avrebbe commosso il cuore di ogni inglese. Per Dio abbiate cura delle nostre famiglie.»
La bea si riprende le sue bombole e se le mette nillo zaino, poi all’abazia ci cambiamo e lei si ritrova tutti i vestiti e lo zaino intrisi di CH4; ma le esalazioni del suddetto ci gasano e ci rendoo lieti di continuare la marcia.
All’eremo di Camaldoli vediamo una cella di un monaco, la quale era davero piccola, ma tutta di legno massello, cosa che all’IKEA se la sognano.
Partiamo dall’eremo diretti a Badìa Pratalia sopra una strada gelata.
Scende la nebbia, lo spettacolo è surreale, si vede solo neve, dopo qualche chilometro vado avanti alla carovana, e non trovo più i volti noti, ma visi distrutti dal freddo irriconoscibili (compreso quello della Bea che diceva d’essersi abbronzata, rossa come un peperone) bea1neve1neve2al che chiedo loro “Di che reggimento siete fratelli?” ma la Parola è tremante nella notte, alcuni per non perdersi si tengono per mano, sembrava la ritirata di russia.
Accendiamo le torce e ci rendiamo che scende un po’ d neve, ma eravamo tanto surgelati che non ce ne rendevamo.
Per camminare meglio sulla neve giriamo come delle oche, con le ginocchia flesse a 90° le gambe larghe e le dita dei piedi compressi negli scarponi.
Motivo per cui tutti avevamo i piedi dolenti (a parte la bea che aveva le scarpe da trekking, le quali anche quando la neve le arrivava al ginocchio diceva che non sentiva niente), ci dòlevano le ginocchia e alcuni avevano anche strappi all’inguine.
Ad un negozio becco una simpaticissima ragazza toscana, over 60, che ci dice la strada, mentre il truffaldino esercente dà a Geco le bombole che ci mancavano, a soli 6 euro l’una quando a bologna venivano un solo €.
C’è ancora tanta nebbia, ma Alfredo guardando i fari dice marca, modello e data di uscita di ogni macchina che passa, dal profumo del gas di scarico ti dice il combistibile, e poi ti dice tantissime altre cose che non capisci.
Arrivati a Badia Pratalia speravamo che la locanda fosse lì, ma le istruzioni parlavano chiaro, essa era subito davanti, per chi proveniva dall’altra parte del paese.
Così di nuovo giriamo un paese intero, saliamo una salitona, e chi trovo dentro? degli scout.
Ma non erano scout qualunque, bensì quei criminali che avevano dato a me e alla mia squadriglia un posto così ospitale che alle 4 di mattina ci eravamo messi a correre nella neve per non congelare nella loro sede.
Ci avevano però fatto un favore grande, poichè erano stati gli unici fiorentini ad averci presi, all’andata dell’uscita a Firenze con la mia squadriglia mi aveva detto il loro caporeparto “mirahhomando, attento à bussini elettrisci he un si sa il he servano tanto un son bòni”, quando presi a Firenze quel bussino andò davanti al muro di una casa e il conducente non riusciva a mettere la retromarcia, così rimanemmo fermi per venti minuti.
Dopo avere chiaccherato un po’ con loro ci rechiamo a dormire, e nonostante avessimo un reparto di fianco, pieno di ragazzine innamorate di GiacomoV (il quale avea mostrato alle cinne le sue specialità, mentre le mie competenze erano già rimosse).
La Martina mentre cuciniamo ci fa circa 320 foto, solo in cucina, ma è cosa buona, siccome al diapomontaggio alla 56esima foto della Lalla e Mercorillo ero svenuto.
La mattina dopo ci sveglia Matte, il quale avrebbe fatto meglio a saltarci addosso come ogni capo che si rispetti.
Partiamo per quella che fu un’impresa sovrumana, raggiungere l’eremo di La Verna, pranziamo in una chiesetta, pestando un cagnolino che pensava noi gli dessimo da mangiare, che grullo; ma forse si trattava della cagnetta Titina (qll del generale Nobile, vedi wikipedia).
Ripartiamo, alle 5  il sole tramonta, siamo tutti commossi dalla bellezza del creato a parte Giacomov che sapeva che da lì a poco non si sarebbe + visto nulla.tr1
Giacomov vuole che arriviamo prima del giorno dopo, quindi si trasforma in sergente istruttore e istiga la Marty ad andare di corsa.
Camminiamo su un pratone senza segni, poi il sentiero si trasforma in un torrente, alla fine giungiamo all’Abbazia.
La suora “salfe rakazzi, da dofe feniten?” ” stamattina eravamo a Badìa Pratalia” dopo un attimo di impietrimento “ma saranno almeno quavantazinque kilometren,mai zuccesso, io ricordi.”
Sopra l’abbazia gravava un’immensa nuvola di carne al barbecue, siccome c’era il ristorante del convento, era un profumo sublime.
Commossi, dopo 8 ore e mezzo di cammino in quel giorno, stiamo benessimo, nonostante i plurimi dolori.
La Bea domanda in modo innocente “ma per me non deve essere bello chiudersi in un convento, se Dio ci ha dato la natura in dono perchè rinchiudersi?”.
Al che Giacomov, siccome si era nell’abazia “qualsiasi cosa tu stia pensando,                     NON DIRLA QUI!!!”
All’abazia dell’Eremo di La Verna vediamo la grotta dove si era rifugiato san Francesco, c’è una scritta che dice che con un padre nostro avrò l’indulgenza per 200 giorni, fatto!
Poi vediamo la cappella dove Francesco ricevette le stimmate “indulgenza plenaria se confessato verrai qui una volta al mese” anche no!
Nella chiesa vedo la Bea che cammina nel mezzo della navata centrale, come se stesse portando un feretro funebre io: “Bea il che tu fai?” Bea: “mi sto sposando”  io: “allora m metto di fianco a te, così ti faccio da testimone” Bea:”va bene, ma guarda che tu stai facendo il papà, perchè è lui che sta di fianco” Io:”ah certo ora sono tuo papà, cosa??????, miserere di me, pietaaaaa aiutoooo” scappo di corsa allora verso alcune reliquie certamente appartenute a san Francesco, tra cui una catena di ferro per flagellarsi e un suo saio.
Dall’alto dell’abbazia vediamo 3 cervi e 3 jet, e dopo varie urla tipo “mi ama, pensa scrive” a me m dovevano scrivere 8 volte, ma m pare nn sia stato così.bambi1(nella foto ci sono 3 bambi, scovali!!!)
Fermati ad Arezzo siccome mancavano due ore al treno facciamo un giretto per la città dico ad Alfredo che è sabato sera, e lui inizia ad imprecare, ma non raggiunse il suo apice prima che gli dissi ” è sabato sera e tu stai girando per il centro in uniforme”.
Entriamo in 3 chiese a caso, e sebbene non ci fosse il duomo, sono tutte bellissime, non lo sapevo ma Arezzo è splendida.
Mentre torniamo in stazione 3 tipe si dicono tra loro “ma quello è uno scout?” Alfre si volta e chiede “perchè non si vede?” e quelle sorridono e ci pedinano un po’.
alfre1finaleTorno a casa, e come al solito “Iacopo c’è la vasca piena, levati gli scarponi”, ma questa volta ero ancora + felice delle altre volte, forse perchè ero sopravvissuto, è stato bellissimo, ma non è stato facile, non molliamo mai!!!

Comments

Geco – 31/12/2007 11.26.54

Stupendo!Grazie

Fry Consalvi – 31/12/2007 18.59.31
Ahahahahah! Che ghigne!! Comunque non ci fermeremo mai, neanche davanti ad un ruscello ghiacciato in discesa con una pendenza del 50% con i rovi che ci segano le gambe!! Ciao Iacopo!
Martina Benini – 01/01/2008 20.17.10
Buhahahaha!!! Iacopo for president!!! Adexo anche io faccio il commentino… Muhahaha!!!
Rout bella…. ma non chiedetemi di rifarla!
Geco – 05/01/2008 14.33.01

Ho inoltrato il tuo racconto a tutta la comunità capi

elena garibaldi – 11/01/2008 14.58.02
Iacopo sei la vita!!! Ha ragione Geco, se tu non c fossi dovremmo inventarti!!!
Barbara Alberghini – 15/01/2008 17.16.18
Non ci posso credere…
E non ho altro da dire, su questa faccenda…

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In questa mia spiaggia di pensieri arenati, potresti essere un tesoro

Sulla fanga e sul thinking day

25/02/2008 19.07.33

Anche se un c’è nulla da dire lo scrivo uguale, che tanto  la sera qnd si ciappina sul pc che c’è d + bello d ricordarsi le emozioni dell’aria aperta??

Tante cose. Tuttavia, posso dirvi che sabato pomeriggio ci  s’immette in una burella infernale, lì si percepisce l’antico selvaggio desiderio, di lordarsi e coprirsi di fanga, come questi giapponesini.

La sera c riuniamo per discutere d’immigrazione, perchè?? cosa c’entra?? un potevamo andare a ballare, o come i + fanno andare a nannina alle 10??

Nònè, bisognava preparare il dibattito, io non lo sapevo, ma per organizzare un dibattito bisogna organizzare un altro dibattito,  perchè siamo riusciti veramente a riunirci e discutere su cosa dire in un dibattito e ci s’ha messo + tempo d un dibattito normale.

Al che potremmo anche riunirci in sottogruppi per dibattere su cosa dire al dibattito sul cosa dire al dibattito, e anche se sembrerà follìa l’abbiamo fatto, i gruppi a riguardo erano infatti 4.

Fattosi già le undici i rappresentanti dei gruppi dei dibbattiti che si erano riuniti in un dibattito per eleggere chi li avrebbe rappresentati al dibattito (spero ultimo)  se ne vanno a nanna stravolti, io personalmente perchè nn capivo il senso d tutto qst, straziato dal sonno il noviziato dà il suo meglio candidando 2 òratori d’alto livello, resta becco Alfre che c rappresenterà.

La mattina dopo sveglia alle 6.30, ma distrutti dalla sera scorsa non dibattiamo  sulla sveglia anticipata; anzi Alfre apre gli occhi solo qnd tutti sn già in perfetta uniforme.

Dopo aver preso il regolare sentiero segnalato, ovviamente sbarrato da vari cancelli e trincee, giungiamo in Castel dè Britti, accolti da una festosa e clamante comitiva d fanciulli, che ovviamente aveva da gioire solo per la fanga che sgocciolava ancora dai nostri zaini.

E lì è l’apocalisse.

L’una e mezza. Normalmente c saremmo riuniti su tavoli e sedie coi genitori, al che c sarebbero stati:

lasagne, pizze,pizzette, crescentine, cappellacci, risotti alla milanese eai frutti di mare, gnocchi, torte salate, crostini al patè di lepre, anitre all’arancia, allodole in casseruola, beccacce al fine champagne, bue brasato, cappone farcito lessato in salsa verde, coniglio-capretto alla cacciatora (da me offerto, per la causa),code di scampi, cosciottedi capriolo, cozze alla provenzale, fagiano in salmì al vino rosso, funghi porcini trifolati, oca farcita con salsa al rafano, ostriche (qll poi), polenta con gli uccellini, pollo in fricassea, quaglie arrosto con ciliegie cannoli siciliani alla Cuffaro.

Poi sempre se c fossero stati i genitori con noi avremmo avuto:  albana, cinque terre, chianti, champagne, brunello di montalcino, cannonau, rosso d’avola, cognac, e amaro montenegro sapore vero.

Invece qualcuno accecato da un insano potere decretò che i genitori venivano alle 14.00, ora, è noto che mio padre DEVE mangiare agli scout all’una per poi dormire alla riunione dei genitori!!!!

Altrimenti il sonnellino non lo può fare sulla statale! qnd c sn qll del clan che guidano, che se non gli dai la precedenza anche qnd è verde t ritrovano in uno di quei bei campi santi (ne avremmo incontrati una ventina!!!) con i cipressi, e l’idolo Guccini, pratico di quelle terre che t canta a squarciagola…………….. (si veda il video del maestro)

Quindi prossima volta pranzo coi parents è !!!!!

Bischerate a parte  è stato davvero bellissimo, soprattutto domenica, chiunque ha paura di dire a volte qll che prova, per paura d’esser preso come “perso dietro le nuvole e la poesia”, però c sn quei bei momenti che vorrei che durassero un’eternità, m sorprendo sempre dei lati belli d alcune persone, come quelli del reparto che ho rivisto, a cui voglio una fanga di bene, grazieee (anche a Don Ferdy che mancava) ciaooo

Comments

Albe.. Nanni – 25/02/2008 19.36.03
ma si iacopo senza dibattito cm si può vivere?? e poi senza il fascismo ricorda nn c sarebbe nulla contro cui combattere!! qnd rimettiamo quei cavolo d crocifissi e schiavizziamo gli immigrati!! e suc***********lo tutti!! bella uscita, e poi tu eri sempre con la julia no?? de ke t lamenti?? :)
Barbara Alberghini – 25/02/2008 19.42.25
Eheh anche io mi sono divertita tantissimo,specialmente quando sei venuto da noi(beato fra le donne con Filippo,che beato non era,non è, non sarà) a raccontarci tutte le peripezie del sabato e dell’Isola d’Elba!!!XD sei un mito!!!
margherita aaa – 25/02/2008 20.45.32
concordo cn la barbarina pienamente……la sara alle prese cn il tentacolo…ihihi
Martina Benini – 25/02/2008 20.55.16
Nuooooo!!! Volevo venire domenicaaaaaaa!!!! Accidentaccio a quella cacchio di unìmidità del piffero che mi ha fatto stare sveglia tutta la notte a tossire come una vecchia babbiona! Cmq l’esplorazione della caverna è stata TROPPO fashion! Lo vorrei rifare!!! Bella Iacopuz! Idolo…
- 28/02/2008 21.38.56
devo assolutamente venire una volta a Bologna… te lo prometto verremo!!! Ma perchè nel nostro reparto non mangiamo mai insieme ai genitori?? la nostra massima aspirazione al thinking day sono i panini spappolati, che accuratamente tua mamma aveva preparato il sabato e k tu speri arrivino sani e salvi pronti per il giono dopo… bello!!! ciao ciaoooooo

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Canti per parrocchie fenomenali

17/03/2008 19.36.07

Agli intellettual lettori lascio ‘l discernere se siano i canti o le parrocchie ad essere fenomenali nel titolo; a me ora è d’uopo il redarre l’elenco dei canti da chiesa + belli che io abbia mai sentito.

Il fatto è che tanti canti di chiesasn vecchi e brutti e alcuni sn fantastici, ho già scritto il canzoniere con quelli migliori (e ogni canto è CON ACCORDI per chitarra), chi lo vuole davvero tanto, basta me lo chieda.

I canti che ho scelto sono

La GioiaE sei rimasto quiManisu ali d’aquilagloria a + cori, voglio cantar al signor2 cori,  un tesoro nascosto,  Resurrezione (o che cercate donne quaggiù?), che paradiso che è (o il delfino e la colomba, o quando il primo sole) , l’acqua la terra il cielo, Dio è mortoResta qui con noiti ringrazio mio signoreGiovani orizzontiin un mondo di maschere (ma solo per quel “noi però non siamo soli, canta con noi!”  e comunque è  meglio non ripetere il ritornello alla fine per + di 17 volte),  oh vergine di luceal cader della giornatala mia strada (non ne ho ancora capito appieno il senso, perchè tutta la famiglia tra sorelle e fratelli devono fare tutte qll cose??)  Strade e pensieri per domani

Dopo che sn stato all’arsenale della pace Immagine ho scoperto nuovi canti fantastici, , gloria dal basso della terrahttp://www.dalbassodellaterra.it/gloria.mp3 (che però non ho inserito per assenza di accordi). Mandatemi anche voi canti fantastici da aggiungere la lista. Ciaooo

Comments

Geco – 17/03/2008 20.30.59

scouting for boys e tutte le canzoni di zucchero

elena garibaldi – 24/03/2008 12.27.50
“che paradiso che è” in teoria si intitola “il delfino e la colomba”…cmq anke il gloria natalizio del sermig nn è brutto…poi c’è anke “strade e pensieri per domani”…
Carlo Previtera – 18/09/2009 10.17.14

Ciao io sono della parrocchia di San Gabriele Arcangelo nella diocesi di pescara mica mi puoi dare gli accordi di mani, gloria dal basso della terra? grazie mille

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transilvania 2

27/04/2008 12.32.21
per il locale pieno di gente nera
che’l biglietto paghi contra tua avaria
in più non mostri  noi  scioccato ghigno
Noi siam annalisa e Maricca
andammo a scuola in posto men maligno
undic’anni a suore, senza ripicca
Sane siamo ad’esser qui oh severo,
non s’assunse mai alcuna pasticca”
al che vidi venire  come straniero
tra la nebbia di quel cupo loco
Il bulgaro, il poser e Barbi invero
insiem a Gambero grosso non  poco
Chiesi “cosa fate qui anche voi”
“siam qui per la musica, non per gioco
perchè quivi poco cuccare puoi”
Sui nostri polsi  lor timrarono ADLER
ricevuti tutti queste scritte  poi
al bar un’enorme fila tant’è ver
che molto  dovemmo livi aspettare
chi pigliava una birra e chi un bitter
io un Mojito che  facea cacare
Non tavolini ma  sol bare e morti
non quadri ma lapidi d’ammirare
noi eravam tra cupi pensier assorti
Allora il buon maestro a tutti disse
a ballare  ora andiamo siate forti
per il pogo, le cubiste e le risse
per tanto tempo fummo lì a ballare
galeotte furon ragazze fisse
non su di noi, ma solo ad ancheggiare
fummo presi lì da molto sconforto
nessun stava riuscendo a cuccare
dalla stanchezza ormai ero storto
Considerate la vostra semenza
urlò borto , ognun si sentì risorto
fatti non foste a viver d’astinenza
nè d’Onanismo ch’è cosa peggiore
ormai non avete più pazienza
provateci dunque sine timore
per questo non demordemmo dall’opra
continuavamo ma dopo quattro ore
il mio maestro triste cosa scopra
“Ahi lesbe vituperio delle genti
venti sono qui e trenta di sopra
nude o solo con autoreggenti “
ma dalle casse  bella cosa venne
Grease e Queen così  noi fummo intenti
a divertirci  nulla ci ritenne
a danzar alquanto ci  divertemmo
così chiesi al duca mio “senti
perchè però d’amore non ardemmo?”
“non è il posto l’inferno per tue mire
per questo amore noi non diffondemmo”
“bè ma mi paion belle stè vampire”
“Non troverai tipe per queste strade
se non ti fai lesba col travestire”
e caddi come corpo morto cade.

Comments

Il Borto – 27/04/2008 13.34.54
canto stupendoooooo!!!!xo’ alla fine avrei messo “E qdi uscimmo a riveder le stelle”…………(lo maestro tuo)
marica luongo – 27/04/2008 17.07.38
bella iac!!!!mi sn commossa…..davvero!!!complimenti!!ti sei dimenticato però del “demone biondo e riccioluto che tanto mi ruppe con sorriso arguto”…..baci maricca
Mattia Canuto – 27/04/2008 17.21.27
Immaginare Borto in versione Virgilio è semplicemente fantastico.

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La top ten delle cose più belle della vita

10/05/2008 14.04.59

Il nostro prof di religione-esorcista (Costa), ci ha lasciato un’ora per stilare la lista delle 10 cose che sono o che saranno le + belle della nostra vita; ecco le mie:

  1. Essere amato e amare tanto una dolce ragazza
  2. mangiare e bere bene con tanti amici
  3. camminare insieme di sera e trovarti la vita riflessa negli occhi della donna che ami
  4. Festone da Nonno Poldo
  5. Ritrovare un’amica molto cara dopo tanti anni e scoprire che non t’ha mai scordato
  6. Il banchetto di nozze
  7. La rivoluzione
  8. Prendere una birra dall’osteria da Borto
  9. Fare il viaggio di nozze girando per Firenze in carrozza (come il mio bisnonno Leone)
  10. Qualcuno che mi fa capire che sono importante per lui

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Iacopo Ghelli – 12/02/2010 18.07.59

Sono passati solo due anni, questo blog un l’ha letto nessuno per due anni.
L’importante però è che la 1, la 2, la 3 le ho fatte, le prime due contro ogni mia previsione e per sicura opera dello spirito santo. Ho fatto qualcosa di più bello della 4, cioè il festino a casa mia all’inizio di Gennaio 2010 e la festa di compleanno dei 18 dal Black Fire (che erano i 2 modi per spender meno).
Purtroppo la 5 è impossibile da quando è diventato famoso facebook, ti ritrovi anche uno che hai visto di sfuggita 10 anni fa quando fai scalo a Honolulu e si ricorda del tuo compleanno anche Obama (mito dell’anno) per dirti solo Auguri by the USA.
Il 6 è lontano da venire.
Al 7 ci ho rinunciato.
L’8 non è più nelle mie priorità.
Il 9 lo farò di certo.
E il 10? Beh si, ma è troppo egoistico!!
Bacioni dal 2010

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seratona (tombolata e festa della Maria)

25/05/2008 18.26.19
Ore 19.00, da qualche parte in Bolognina, “ciao Mamma, vado ai Salesiani, torno all’ora che torno”.
In perfetto orario termino l’allestimento della crescentinata di quel popolo malvagio che è il clan (ho dovuto lamentarmi colla direzione per avere un bicchiere di rosso gratis, come dice Guccini un bicchiere di rosso non si rifiuta mai a nessuno, vacca d’un cane), poi scrivo le ultime tessere della tombola, una ad una. Dopo la prima oretta di lavoro super partitella nel campo di sabbia, è bene ricordare alle generazioni future che sebbene fossi in porta (come sempre) sono riuscito a segnare un gol spettacolo, veramente la volevo passare alla punta d’attacco ma si sa, a volte si sbaglia anche sul verso giusto. Alberto fa solo 6 goal e 2 assist, nonostante ciò si scortica tutte le fette fino all’invalidità.
Torno per vendere le cartelle delle tombole e un le vòle nessuno, provo a venderle perfino a qll che mi aveva dato del rospo sull’88, ma un ne vòleva mezza, magari se mi baciava diventavo un principe azzurro, ma no a me garba + il nero,e principe lo sono già.
Il soldato Martina fa molti più soldi di me, la Bea e Giacomo sono a comprare la pasta (coop??? ma un c’era qll moneta?) per coprire i numeri della tombola. Alfredo nonostante avesse una mano inferma punisce tutte qll che un lavorano a suon di sberle, e il papa gliene dà di brutto a calcio.     L’Ele (mettiamola un attimo da parte, potrà esserci utile in un secondo momento, paura eh?!?!?)
I migliori del reparto ovviamente erano alla crescentinata, e taluni s’imboscano a danzare dalle monache già dalle 9, ma io che sono il cuore della festa, l’uomo del Bacardi e senza dubbio anche Maria Ausiliatrice, mi posso palesare lì solo dalle 10 in poi.
Quando la tombolata-incubo finisce corro in bagno e mi rifò il look ( tengo a precisare che vesto di nero perchè è dimostrato che chi veste di quel colore comunica inconsciamente una gran voglia di cocccole, non sono dunque nostalgico del compianto regime caro a taluni miei amici).
Giungo alla Maria e becco tutta la bella gente, impossibile scriverli tutti, Nicolas, Benassi, Dragoni, d’Ausilio, al primo tentativo di ballo becco la Valentina (fai la brava!!), Daniele, Sanza, Schinco, poi uscendo, l’Anna la Marica e idolo, non si sa come fosse lì lo Zironi, che in quella festa equivaleva a d.Bosco Io “Ale ti sei ricordato della festa!!” Lui “si cribbio, **zzeggiavamo da ore per il centro me ne sn ricordato e ci siamo imboscati” al che tutti a ballare, fò una Colita da annali, poi mi sdraio di nascosto per riprendere ossigeno al che la Mari scandalizzata “Iacopo quella bionda con cui ballavi  era fidanzata” becco il tipo di lei di fianco a me e gli dico “no un ci stavo provando, dando per scontato questo però, ci stavo provando bene?” e lui “si dai non c’è male” al che ci presentano e ridiamo tutti un casino.
Quel tipo lì mi presenta i suoi amici e chi c’era??? il TRUZZO, si proprio lui, quello che avevo beccato al challenge dei noviziati, che qnd gli dico che l’Elenab è ai sale corre subito là (questo implica che le novizie del bo7 siano piacenti, Paura eh????)
Ci sediamo  fuori, al che chiedo a sappiamo chi “ma allora hai concluso con Orso?” e lei “no lui crede che io stia con te” io “ma se sn single dal cenozoico” “eh  ma lui non ci crede” al che preso dall’ira, perchè sono single e ho pure i casini da accoppiato scatta l’ingiuria ” siamo stati assieme ma avevamo 4 anni; A) a quel tempo credevo che i cinni li cacassero le cicogne B) un m’era chiara bene la sessualità, dunque credevo tu avessi il pacco”, penso dopo questa abbia inteso, lei e l’orsacchiotto.
Con un po’ di amici della Maria, la bionda del ballo, il truzzo e il mitico tipozzo enorme che avevo appena conosciuto si va da Stefino, come al solito le cinne c’hanno male à piedi a causa delle loro calzature fighe, solita storia, camminiamo a tappe di 20 metri con 30 minuti di pausa tra le tappe.
Eh la granita al cioccolato di Stefino, se è buona, lasciata la balotta me ne vò per via indipendenza, e lì becco un po’ di popolo della notte come Penna e la Ceci, poi anche la Gaia che nota sono strafattissimo e sragiono, al che vengo scarrozzato col pulmino della Mari a casa (dopo aver fatto da pappone per ore).
Ore 0:47 Casa del Ghelli Mamma “com’è andata?” io “siii dai bene”             W NOI!!!!!!

Comments

marica luongo – 26/05/2008 21.05.51
…no comment…è tt giusto…tt perfetto….baci mariiiii!!!
Martina Benini – 26/05/2008 22.32.36
Muhahaha! Callo, quel vecchio porco!!! mi sa che lo devo informare che l’ele è impegnata cn bruttissimo…Ahhhh, che fatica…
Barbara Alberghini – 27/05/2008 17.08.32
Posso solo dire che una certa racchia chiamata Martina ha rotto per tutto il tempo che sono stata in fila per vendermi delle schedine!!!!MUAHAHAHAH Marty skeeeeerzo!!!
Bè almeno stavolta l’intervento non è lungo eterno U_U

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guerra contro scarafaggi in 3b

28/05/2008 19.05.57
Scritto ritrovato nella zona definita Blattolandia, meglio nota prima come Liceo Copernico, Ministero della difesa,
dipartimento di storia della guerra, Scarafaggiopoli.
Prima giornata di guerra, sabato: il primo battaglione esplorante, composto da un commandos di 8 scarafaggi esce allo scoperto, Pollo inizia a sclerare, Mattia con molto charme si chiede perchè dovessero camminare proprio sul suo chiodo, Pacca se ne frega, la Gaia fa urli inconsulti per ogni scarafaggio, 0 morti per gli scarafaggi.
Seconda giornata, lunedì, trovata la pianura del muro ovest si impostano le zone dello sbarco, la centounesima si paracaduta dalle finestre e l’ottava armata sbarca sotto le incessanti raffiche dei piedi della 3b, vengono identificati 23 elementi, purtroppo non si sa perchè intellige come uno sturmtruppen o per alto tradimento Stefan ne lancia 2 fuori, che, possedendo foto aeree dei locali organizzano la constroffensiva, Mattia appare piuttosto irritato e chiede ausilio ai veterani docenti che restano impassibili davanti alla strage, Pacca dichiara di non tollerarli più. forse perchè gli stavano spostando i quaderni, la Gaia implora pietà ad una blatta, preso dal terrore il Ghelli chiede al babbo, altrettanto Ghelli di spiegargli che razza di bestie siano quelle, ma letto un enorme trattato entomologia con blatte di ogni tipo viene confermata la teoria di una specie mutante.
Terza giornata di guerra, martedì Grandissima offensiva, il Generale Scarafaggiorna tenta una complessa azione a tenaglia con una grande offensiva dalla finestra e un’azione di disturbo di fianco alla lavagna,   possibili suggerimenti delle blatte a Stefan per la verifica di probabilità. Paccagnalla le prende a pugni, la Gaia sviene, lo stato maggiore della 3b è allo sbando, Borto impreca per mezz’ora, il fatto che non abbia mai visto una di quelle bestie è irrilevante.
Canuto tenta un contatto col nemico ma loro scappano mostrando il culo come in Braveheart al che Canuto  uccide 45 membri dell’esercito in ritirata imprecando più volte ed esaurendo subito lo Charme.
Quarta giornata di guerra, mercoledì Con un consiglio segreto tenutosi in un bunker difeso da zanzariere lo stato maggiore della terza B decide di soprassedere alle regole della convenzione di Ginevra, e di utilizzare polveri chimiche e gas mostarda, dopo una breve lode a Lord Bygon, forse mai esistito, vengono avvelenate tutte le fortificazioni nemiche e le trincee vicino alle finestre, i superstiti vengono stirati a mano dalla ghinassi come grissini ferraresi.  Per loro è stato concesso l’onore delle armi e un sacrario “mancò la fortuna, non il valore”.

Comments

Martina Benini – 28/05/2008 21.02.06
santo cielo… Il cope è quasi peggio del sabin…
Scarafaggi,sca sca
Scarafaggi,sca sca
Scarafaggi,sca sca
hihihihihi
Siamo la banda più vulcanica papappapapapapapapa… Ecc.. nonme la ricordo più… B’è consolati con i beatles..loro si che li amavano…
Geco – 29/05/2008 14.16.57

Forse erano scarabei stercorari!

Skage – 29/05/2008 15.13.18
Beh,alto tradimento credo che sia un pò esagerato….ma per le informazioni sul compito hai ragione…XD
elena garibaldi – 30/05/2008 14.35.39
integro quello che ha iniziato la Marty:
Siamo la banda più vulcanica di scarafaggi e di calamità viviamo giù nella discarica(in questo caso il Copernico) e poi buttiamo all’aria tutta la città…
C’è gatto grande e grosso che non sa che noi siam tre famelici avvoltoi e quindi lui nei guai si troverà, gli indistruttibili e i più furbi siamo noi, non puoi buttarci all’aria neanche se lo vuoi, gli indistruttibili e i più furbi siamo noi!!!
W il SABIN che non ha scarafaggi e nulla di simile!!!!W L’IGENE del Copernico!!!
Angela Gaia – 06/06/2008 21.21.11

Dio, Ghelli, mi fai morire.
kiss kiss

Il Borto – 06/06/2008 21.44.47
stupendooooooooo!!!!!!soprattutto x lord Bygon(sn morto dal ridere)
cm ghello nn c’e nessuno!

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Route estiva di espiazione

19/07/2008 15.37.08

“Frà Jac, Fra Jac, appropinquati quivi, il demonio dimora in questa casa”   “Ahi, come, proprio al campo estivo di gruppo dovea venire, e nell’abituro dei lupetti?”   “Son loro i dèmoni, l’ora è già tarda e quelli continuano a strillare lottando con moduli o stuoini”  “Sono un santone, non un gendarme, chiama Antonello”   “Non bastò…”      La camerata dei lupetti era scura, le poche luci non bastavano a illuminarla tutta, soprattutto per quanto riguardava i cunicoli ove quelle bestiole eran solite contrabbandare caramelle, chicchirillò e acchiappacitrulli vari. I pargoli urlavan come bestie. Qualcuno parlò “Salute Frate, gradisci carte di Ju Ghi Oh o dei pokemon?”  “Tacete orsù, pagani mercificatori di idoli, che confondete la casa del padre con Alessandro distribuzioni!!!se finirete i vostri sconci riti vi racconterò la novella dell’estiva route e del suo noviziato ”   Nella camerata uscirono tutti i bambini dai pertugi, si fece un grande silenzio, e padre Jac principiò a narrare…….

“Partiamo verso le 07.00 tutti assonnati, Geco aveva già pronto un biglietto cumulativo che comprendeva un’odissea di coincidenze di regionali per portarci a Biella, il tragitto della deportazione è Bologna-Piacenza-Milano-Novara-Biella, giunti a Biella ci godiamo un sole piacevole, e partiamo colla corriera per iniziare a camminare, ovviamente fino ad adesso non si era vista una nuvoletta.

Da qui è tutto documentato dagli splendidi scatti dell’Elena y1pCr_Ut8U3GC4n9hLOvS9Bgb3NuaFPo-1M3pPCXL7S6-kJu9qalEWbj66F0aZaab_hJag-yKBpd7QScendiamo e inizia a piovere, robetta, tanto siamo equipagiati, ma va avanti imperterrita per ore, e ci ritroviamo subito gli zaini e i loro contenuti inzuppati. Piantiamo le tende, la nostra invero era di colore rosa fashion, forse per un fraintendimento del termine scout, che poteva aver portato l’acquirente a richiedere un colore tipico delle mutandine di scout, tuttavia mentre quest’ultime possono essere consone al loro normale utilizzo, la tenda rosa si rivela un vero cesso. In quanto a capacità era idonea per un cane di taglia ridotta, cosa che poteva indurre a ritenerla una cuccia, ma, per il solo fatto che imbarcava acqua come un canotto sdozzo non era utilizzabile nemmeno per quello scopo. L’acqua entrata ristagnava nel catino, termine adatto in tal caso, essendo siffatti un contenitore ripieno di acqua fradicia ove l’utente doveva dormire. Matte e Alfredo i miei compagni di tenda, studiano come non affogare durante la notte, il responso è dormire al freddo senza sacco a pelo poichè altrimenti si sarebbe bagnato, ovviamente nessuno dorme, a parte per qualche incubo.Ci si alza il giorno dopo, l’apparente quiete ci invita a ripartire, per beccare una tempesta, dagli zaini e dagli abiti fradici scivola perennemente uno zampillo d’acqua,ci ripariamo in uno dei paesi fantasma, in cui incontriamo un solo abitante che sentite le nostre intenzioni ci risponde “a Oropa??? ma siete fuori di testa!” noi eravamo in anticipo sul programma e quindi avanziamo senza paura.  La GRANDE TRAVERSATA BIELLESE, nonchè percorso di trekking + lungo d’Italia(secondo occulte rilevazioni), non è segnalato, a parte che sulla cartina della pro loco, giungiamo al colmo ad un tratto con un torrente in piena in mezzo, senza un ponte con dall’altra parte una selva di rovi, cascano molti di noi cercando il guado, ovviamente io non m’imbatto in ciò bensì per dimenticare di essere un taralluccio inzuppato di pioggia canto colla Bea canzoni di posti caldi.

La tempesta inizia a farsi incessante, e la route sembra più un cammino di espiazione per peccati gravi, Geco viene costretto a lasciarci andare al monastero per chiedere di essere salvati, non sappiamo se per la vita eterna, ma la terrena sicuramente, prendiamo l’autobus per Biella, e, in quella città si scatena una bufera di grandine. Sembrava che un tir scaricasse della ghiaia per 2 ore sopra la corriera, fuori dai finestrini si potevano godere i filmati dell’alluvione di Firenze a colori, per puro miracolo i vetri d’emergenza non si rompono per la grandine e veniamo scaricati al monastero, lì il frate che ci accoglie colla barba da Agreed ci dice che lì non pioveva da mesi e si era scaricato tutto in quel giorno. Per farci dimenticare il folle volo di quei due giorni ci prepara una deliziosa tisana a base di allucinogeni, e inizia a parlarci della vita monastica. Ci offre poi una splendida tettoia dotata anche di curiosi bagni, divisi per “scolte” e “Rower” e in quello per Rower d’innanzi ad ogni vater v’era scritto con toni imperativi “non gettare assorbenti, tamponi o altri oggetti”. Alfredo ci racconta di Spitty Cash che è un noto rapper-ortolano italo-rumeno  per citarlo “E dopo il mondo è formato da 4 tipi di persone: li richi, li povri, i vincitori, i perdenti. E logico ragazzi, io non sono un perdente” costui non solo scrive i suoi testi ma è anche il regista dei suoi filmati

Il giorno dopo ci svegliamo per lodare Dio per avere dato il dono della fede ai frati che ci hanno salvato la pellazza, il maltempo non ci concede di lavorare, così i frati vengono a parlarci, dopo Agreed e qualche battuta di Ahmadinejad arriva l’incontro colla trascendenza, ora i personaggi misteriosi hanno normalmente un nome complesso, come Giglghamesh, Plutarco, Provenzano o Lady Oscar, e invece lui si fa chiamare Lino. Ci fa un discorso sulla bellezza della vita, fermandosi spesso per ammirare il tramonto, la strada bagnata che sembrava argentata e soprattutto per gli squilli del suo cellulare, che di certo qui non riuscirò a copiare, chiedete tuttavia a qualunque dei novizi superstiti di fare “PRonto comunità diii Booose, pronto, pronto, pronto”    “cazzo non risponde” e facendo ciò contraeva tutti i muscoli dallo sternoclestomastoideo a a quelli della fronte, tirando fuori i denti.Andatosene ci lascia dormire, il giorno dopo, dopo il terzo thè della route ci accorgiamo che i viveri stavano oramai scarseggiando, e a stomaco vuoto ci mandano a raccogliere la frutta il pomeriggio, promettendoci barre di cioccolato come mercede, cosa che quel giorno non ci viene data, stravolti ci accomodiamo alla cena, che sembrava l’ultima di Scott, il pasto era composto da 80g di pasta in bianco e sacro olio Sasso e 2 scatolette di tonno palmera dalla massa sgocciolata cadauna di 51g da dividersi in 3 persone, dunque ogni persona poteva pascersi di ben 34g di tonno sgocciolato. Il giorno dopo mi risveglio colla faccia emaciata dalla fame, nessuno ci crede, ma io si, comunque siamo subito inviati nei campi, dove ho varie allucinazioni a sfondo mistico, il soggetto prediletto è Sant’Antonio col maialino di fianco che mi offre la pancetta, San Filippo Neri col tacchino eccetera, Matte e Alfredo si narrano di un caso di cannibalismo avvenuto in sud-america, con particolari riferimenti alla gradevolezza della pelle arrostita che in tal modo diviene più saporita e croccante. Giunti alla tettoia ci pasciono con gli aiuti umanitari portati dai frati,il pranzo è composto  per cranio da 120 grammi di spaghetti alla carbonara, due wurstel , un peperone, pesche e susine in quantità più una botticella di rosso dè frati due ore dopo arriva poi la cioccolata promessa. Finalmente mi viene l’abbiocco pomeridiano e dopo quello Agreed è felice che io non sia più assonnato, seguono colloqui coi frati e per quella sera la veglia alle stelle… Per preparare il momento, l’Elena suona e noi cantiamo una canzone a tema…

Che folle animale l’uomo, che quando non riesce a decifrare qualche mistero, come la bellezza del cielo, giunge alla fine a prendere delle stelle vicine e cercare di dar loro il nome di una cosa che nella terra assomigli lontanamente alla loro forma, e non contento dopo cerchi queste costellazioni, invece di arrrendersi e ammirare il cielo nel suo mistero, per questo sono più saggi gli animali

Mercoledì pomeriggio partiamo per l’hike, io sono con l’Elena e riceviamo ospitalità all’ultimo solo dal prete mosso  a compassione, fino al tramonto avevamo parlato di tutto, poi crolla a dormire, (per la noia???) e dorme come Jenny di Forrest Gump, per 13 ore, mentre io sto alla finestra a guardare i camion che passano.Tornati ritroviamo tutte le scarpe e scarponi in ordine, la Martina in preda ad una crisi di ordine aveva compiuto tutto ciò. L’ultima sera di noviziato resterà unica, al colmo io e Giacomo Ventura ci stringiamo la mano, ma gli squasi durano fino alle 2 e mezza, quando qualcuno avverte un assalto di scoiattoli assassini. Salutiamo tutti i fraticelli, Alberto saluta Milano di cui Egli è follemente innamorato, una volta vista la cupola di S.Luca comprendiamo di essere ormai usciti da quel lungo sogno, affascinante; le cose più importanti non sono state da me dette, ma ciò fu fatto affinchè voi le viviate.”

Nella camerata i fanciullini erano ormai assopiti, avevano tentato di tenere aperti gli occhietti per far parlare ancora il monaco e fingere di non essere oramai stanchi, ma ora tutti dormivano e parean degli angeli.  “E adesso che voi tutti dormite, che facciate bei sogni e abbiate un buon risveglio, per i miei amici novizi, e per Geco, che siano sempre sugli occhi di nostro signore , noi non sapevamo come fosse possibile compiere tutto ciò che abbiamo fatto, ma tutto ciò era scritto in un più alto disegno mostratosi in tutta la nostra gioia,  ora in questo disegno abbiamo visto anche il campo di gruppo e anche se fosse contro le nostre volontà, capacità, possibilità o ambizioni dobbiamo compierlo, vuolsi così colà dove si puote, ciò che si vuole e più non dimandare,     amen”

Comments

- 20/07/2008 9.36.31

Mitico fra Jac..dev’essere stato bellissimo..anche se con le tue descrizioni bisogna molto arrendersi ad ammirare la rut nel suo mistero indecifrabile di bellezza..Bentornati!
Ti abbraccio.Maso

Fry Consalvi – 20/07/2008 12.21.30
AHAH! Spitty for president! AHAHAH!
marica luongo – 20/07/2008 22.08.33

……perdonami ma sono appena tornata da un luuuungo vaggio…..bacix mari

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Contra neofascistes

29/09/2008 15.07.42
Ciao gente!! qst sabato sera m sn divertito molto, nonostante una pesante digrazia mi sia successa qll sera.
Il kinkie non apriva mai, allora il suddetto con qlc amica s’è recato al solito Transilvania, che è l’unica disco non sessista e con prezzi modici.
Al che lì dentro trovo un gruppo musicale forma da 5 individui con stivali militari e braghe mimetiche. Il cantante era vestito dal boss degli Uruk-hai del signore degli anelli, il basso avei i capei d’oro a l’aura sparsi e indossava una camicia bianca con una svastica nel braccio sinistro, il chitarrista avea una maglietta sui Panzerjeiger (se posso esplicarmi meglio trattasi di unità corazzate nazista anti carro).
Il batterista recava una maglia con due S a forma di fulmine, ricordando quelle divisioni naziste che compirono ferocissimi massacri anche in suolo italiano.
Al suddetto chitarrista, quando gli fu posta la domanda se fosse nazista tolse la maglietta per mostrare una grande svastica tatuata incentrata sul capezzolo sinistro, ma costui era invero il più antropoligicamente interessante poichè suole mascherare durante i concerti la sua capa pelata da nazista con un elmetto da soldato della Wermacht, si esatto, è = a uno Sturmtruppen.s_fritz_smalls_sergente_small
Giuro che non ci metto + piede li dentro.
Visto tutto ciò ovviamente sn scappato subito schifato e sn uscito con altri amici che erano in giro per il centro, ma perchè vi ho detto questo??
Le opinioni diverse arricchiscono la propria coscienza sociale, tuttavia ci sono cose che non voglio sentire e che invece sento sempre più :”Ah ma quando c’era lui si stava bene” “Non sono nazista, sono fascista” “Gli ebrei sono tutti usurai” “I negri puzzano” “gli extracomunitari sono degli incivili” “non c’è nulla di male ad essere fascista, ognuno ha il diritto di pensarla come vuole, siamo in DEMOCRAZIA…”.
Mi duole non poter convincere a parole un qualsivoglia interlocutore a confutare tutte queste teorie, tuttavia ho la sfrontatezza di provarci, sperando di non ritrovare la mia mascella per strada distrutta da qualche squadrista neofascista e DEMOCRATICO.
Quando c’era lui si stava bene: il fascismo prende piede lottando contro il ceto operaio che stava prendendo il sopravvento in europa contro la classe dirigente, vengono assassinati o mandati in esilio in modo DEMOCRATICO??, i politici di ogni schieramento a parte quello fascista.
Con questo processo la borghesia, già ricca dopo la prima guerra mondiale si arricchisce ancor di più, mentre la ricchezza della maggior parte del popolo italiano; formato da operai, che si ritrovavano senza assemblee sindacali che dessero loro diritti umani e non bestiali ,e contadini che rimanevano ancora schiavi dei padroni terrieri , di certo era diminuita.
Non solo,la carenza di un’equa suddivisione delle terre porta i contadini a morire di malaria in maremma e nel deserto libico.
E  qui salta l’ennesima boiata del “Mussolini però ha bonificato l’Agro-pontino e la maremma”, voi preferireste avere un bel campicello nella pianura padana vostro, o essere spediti a morire di malaria in Maremma ? preferireste vivere dove i vostri padri e i vostri nonni hanno coltivato la terra o andare a morire tra persone con cui nemmeno riuscite a comunicare, lontano da casa?
Perchè nessuno disse nulla? Perchè era vietato per decreto parlare di qualsiasi evento di cronaca nera o contraro alla volontà del regime; ma non si stava bene, voi forse neofascisti non lo capite, ma portate un bambino ad un cimitero di guerra… All’apice del fascismo, negli ultimi quattro anni,  quattro guerre partecipate (Spagna, Libia, Etiopia, seconda mondiale), forse il bimbo riuscirà a capirla la voce dei morti. Ce ne sono dovunque di cimiteri di guerra vicino a noi, ma non c’è la maggior parte di uccisi dal fascismo, per questi non esiste un luogo ove piangerli. Dei nostri nonni, miei cari fascisti, ci rimane solo il ricordo, che voi avete sempre tentato di eliminare, chiedendo ogni anno l’abolizione del giorno della memoria e della festa della liberazione. Alcuni saranno morti in Russia, a combattere contro il comunismo direte voi, le cifre ufficiali parlano di 26 115 morti, 43 166 feriti e 63 684 dispersi, chiedete a questi la democrazia insita nell’andare a combattere in Russia, chiedetegli se sono morti per una causa giusta, che non sia mostrarci quanto voi fascisti avete rovinato il paese. Altri in Grecia e Albania, accortisi che i Greci difendevano solamente la loro patria gli italiani si sono uniti a loro poi, sono stati massacrati dai Nazisti, a Cefalonia, Corfù e in tanti altri eccidi di cui voi avete cancellato le prove. Poi in Libia, in cui è impossibile contare esattamente i morti in Libia tra: la guerra per conquistarla, la campagna per coltivarla, la guerra per dalla Libia conquistare l’Egitto e poi la guerra per non farsi riprendere la Libia dagli alleati. Ma io ho parlato di morti, non di morti italiani e basta, perchè cari neo fascisti i vostri sacri avi ne fecero davvero tanti anche non italiani. Come si legge dai libri di storia Il generale Graziani ricevette da Benito Mussolini completa libertà d’azione per stroncare la resistenza. La sua strategia per la riconquista della Tripolitania (1922-23) e della Cirenaica (1925-1931) si basò sull’impiego quasi esclusivo, come truppe di terra, di ascari eritrei di religione cristiano-copta, particolarmente ostili alle popolazioni musulmane locali. A essi venne concesso il diritto di preda e venne dato l’ordine di non fare prigionieri. L’altro pilastro della riconquista fu l’impiego massiccio dei bombardamenti aerei, che colpivano sistematicamente le popolazioni civili con l’obiettivo di terrorizzarle e indurle a togliere ogni appoggio ai guerriglieri: la resistenza libica era in effetti una vera e propria guerra di popolo. Oasi, campi, cammelli e villaggi di pastori divennero l’obiettivo quotidiano dei raid aerei italiani, che oltre alle bombe convenzionali fecero largo uso di gas asfissianti (iprite). Eh che figata !! Vi ricordate fascistelli di Silvio all’assemblea di AN che elogiava Italo Balbo come governatore della Libia, egli prima di conquistarla era a capo dell’aviazione militare… Non ve le dice però ste cose Silviuccio eh? E Gianfranco Fini dopo 60 anni dice di essere contro il fascismo; dopo 60 anni di elogi del fascismo(Mussolini il più grande statista1992), sul 68 tace e  al G8 dalla questura comanda la polizia che entrerà nella scuola Armando Diaz sfondando il cranio ai disarmati manifestanti (luglio 2001 “la più grande sospensione dei diritti democratici in un paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale” secondo Amnesty international. Bravo Gainfi hai fatto centro) . Magari fra 20 anni Fini sarà concorde che il 68 levò i libri di testo fascisti e deiede una grossa spinta alla democratizzazione del paese, mentre il suo successore fra 60 anni sarà contrario ai crani spaccati a Genova. Notizia di oggi, tutti i parlamentari di estrema destra che si sono sempre dichiarati fascisti, ora miracolosamente si dichiarano tutti antifascisti. BALLE!!! Il male non lo si distrugge con una parolina, il fascismo c’è, nelle pletore di voi neofascisti che applaudite questi ipocriti mentre si dichiarano antifascisti. Si sono applauditi, ma solo da migliaia di giovani colle magliette “Boia chi molla!” che riutilizzeranno il prossimo week end soleggiato per il pellegrinaggio a Salò o a Predappio. Ora c’è pesante disinformazione in Italia , una grossa fetta della popolazione vive nel terrore delle mafie, ma, vogliamo parlare di questo???? Giammai! Ce l’ha data una lezione lo Statista Benito, non parliamone, basta vedere studio Aperto:, Orsetto Knut, poppe e Rumeni criminali. La mafia?? gli operai?? gli imprenditori agricoli? i badanti? tutti quelli al margine della vita sociale? ME NE FREGO. A noi non non ci risulta. Gioite neofascisti, ridete come matti, non siete uguali, metà è composta da ricchi borghesi che vuole sottomettervi, l’altra metà da povere persone che non sanno a cosa vanno incontro, i primi ridono dell’ignoranza dei secondi, ed i secondi sono lieti di lottare assieme ai primi contro nemici inesistenti, senza lottare per l’attuazione dei propri reali diritti democratici. Continuate ad odiare persone che non conoscete, con cui non avete mai parlato, che magari non avete nemmeno mai visto. Inventatevi per sentirvi sicuri tra di voi che gli ebrei sono usurai, citando fatti risalenti al medioevo su un popolo cacciato durante la seconda diàspora dai romani!! Romani inventori dei tanto amati fasci littori. Insultate pure ogni forestiero di colore che alla vostra età ha lasciato la casa e la famiglia per garantire un futuro dignitoso ai propri figli, ed ogni giorno lo vedete sul bus e lo disprezzate. Voi siete sempre stati qua, ma non avete mai vissuto,voi prenderete un altro bus solo per riunirvi e per sfottere ancora chi, la vita, la possiede. Anche se rimbraccerete le armi che amate tanto, e i vostri elmetti da Sturmtruppen, per uccidere vostri fratelli, dimostrando di essere l’essere vivente più stupido al mondo perchè uccide i suoi simili, non sarete davvero felici. E lo ripeto fate un giretto per qualche cimitero di guerra.

Comments

giovanni forasassi – 29/09/2008 20.20.08
Grande Ghelli!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
questi sono gli interventi che mi piacciono: condivido pienamente quello che dici hai proprio ragione…
so queste cose per esperienze personali dei miei nonni…
peccato solo che tu abbia finito la parte con lo sfondo bianco e che lggere parole azzurre sulla venere non è facile..
non mi esprimo sui politici di oggi perchè potrei vomitare
Iacopo Ghelli – 29/09/2008 21.02.49
Grazie Gio per l’occhio attento all’errore di formattazione che avevo fatto per cui mancava la patina bianca sopra la Venere per scrivere, come vedi ora l’ho rimessa,per aiutare coloro che da 60 anni non aprono gli occhi.
Il Borto – 30/09/2008 19.39.44
Ghello io l’ho sempre detto……….Transilvania posto di merda!!!!
Barbara Alberghini – 30/09/2008 21.03.38
Beh Iacopo,io te l’avevo detto che il Transilvania faceva cagare visto che ci sono i  metallari, ora che so che ci bazzicano anche i nazisti me ne terrò perennemente alla larga!!!!..Il tuo resoconto scritto rende molto, ma detto a voce è imbattibile!!!!!!
Ciaooooooooo
PS:piiiicciottoooooooooooo!!!!La ligna vaffatta piccinaaaaaaaa XD
Iacopo Ghelli – 14/10/2008 20.18.04
Sono due settimane che i membri di sto gruppo neofascistami dopo che li ho intervistati mi chiedono di venire ai loro concerti. Ahimè

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Prima uscita di clan

23/11/2008 18.57.46

Scoppietava ‘l fuoco sahariano,
memore delle infinite carovane
che tra le dune marciano pian piano.

Donne, con veli bianchi di terre lontane,
insieme a lunghe barbe di santoni
e anziani sedean con bambine adornate di belle collane.

Ad ascoltar la voce di quegli umani
e apprezzare il generoso fòco
v’erano giovani e lisce mani

Il mio clan lì v’era collo scopo
di goder appien di tutto quello
che gratuitamente venne dopo

il dono di creazion del mondo bello.
S’alzo un saggio santone
e chiese per primo all’ospite novello

Chi siete voi? qual è vostra magione?
Non forse voi abitate in comode case
perchè mai siete in african regione?  Et iniziammo…..

“22 Novembre, circa verso le 15, vò in stazione, incredibile c’è già qualcuno del mio gruppo, nonchè scout di altri. Appena palesatosi Seba funge da Pokèdex, poichè mi dice nome, età, rapporto maschi su femmine e storia di ogni gruppo che incrocia. Dopo la triste coscienza che lo speaker della stazione ora parla italiano e non dialetto stretto, ci incamminiamo verso il nostro carro bestiame, che invero, era stato integralmente affrescato da giovani talentuosi con l’ausilio di spray.

Dopo essersi fermato varie volte, il trenino artistico ci smolla in Bazzano, prima cosa incomprensibile, c’è il sole!!!! Un’uscita col sole viste le precenti era inconcepibile (si veda la route a Bose). Non solo la Marty s’era portata seco due donne native per indicarci la strada, ma la casa di riposo dove avevamo servizio era vicinissima alla stazione. Dopo una serie di indovinelli e storielle che ci nevrotizzeranno per i due giorni ad opera di una signora/cantastorie con collana hippy , mi commuovo per la prestazione canora di un nonno che intona primavera fiorentina…… Purtroppo il repertorio non si scosta cronologicamente da tale brano, cosicchè restando nella musica degli anni 40′ e dell’innovazione della musica di tendenza degli anni ’50 non riesco a seguire gli anziani che colla Marghe ripassano l’intero repertorio di quegli anni. Dopo essere stati animati dagli anziani si va a cenare. Orbene, come Anna stessa più volte ha sostenuto, il mio risino era invero degno di un ristorante. Come avrei potuto offrire un tale sontuoso servizio? Si sa che noi marocchini siamo abituati a mangiar per terra! Subito dopo si attraversa il paese, il centro era più bello di quello di bologna, con tanto di vetrine di Valentino. Dopo una toccante predica che come finale chiedeva il finanziamento dei preti, non che fosse quella la prima volta che lo chiedevano e nemmeno che nella predica l’avesse detto solo una volta, bensì sei o sette. Verso sera la Cate opta per un ignobile atto di discriminazione per cui mi esilia in un’angusta sala in zona cucina-cesso solo perchè ululo alla luna come le più maestose creature. Mi salvano dalla solitudine i buoni Fede, Zunto e Seba. Subito parte la gara per chi dorme prima, in modo tale da non sentire gli altri russare, io non dormo per primo, dunque lascio dormire gli altri finchè questi non decidono di destarsi, sapendo però finita la loro possibilità di dormire ancora. Visto lo sconcio esilio datomi dalla Cate sogno un incubo terribile. Anche se ora ve ne fregate voi quella notte voi c’eravate al freddo e senza poter dormire.

Giunta finalmente mattina, viene composta un momento di grande spiritualità, in cui non poteva mancare il solito riferimentino ai vangeli apocrifi. Torniamo alla casa di riposo, e nonostante i nostri ballottini i nonni ci danno la paga a briscola. Pure loro scappano dal nostro canto, così torniamo alla base per il pranzo. Ah come son buone le salsicce cotte dalla polla, col pane poi sono la fine del mondo. Roba così l’ho mangiata solo dall’Orco, sull’aurelia, fateci un salto. Intanto prepariamo il cenone di natale che si terrà in oratorio il 19 dicembre, miraccomando non mancate!!! Vi auguro di prepararvi con gioia e impegno in questo avvento, buonanotte e un abbraccio …. continua…..

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Il concerto di Guccini 5 dicembre 2008

07/12/2008 20.45.37
Venerdì finalmente sono stato al concerto di Guccini. Invero la storia sulla prevendita dei biglietti è stata un’odissea burocratica e di balzelli,  il prezzo politico era di 22 ma su internet arrivava ai 27; all’ultimo siamo riusciti ad avere i biglietti dello show.
Io e il mio “compagno” Giacomo ci infiliamo abusivamente seduti davanti alla tribuna d’onore, fosse stato il concerto di Cremonini i buttafuori del color della mia pelle ci avrebbero sonoramente battacchiato, ma lì, trattandosi di prezzo politico, nessuno aveva il coraggio di lamentare ciò.
Inculco la mia testa all’interno di una transenna, davanti a me ci sono solo 4 fotografi autorizzati, sei casse enormi e la band. Si c’era una band, tutti sui 60 anni, con volti simpatici. Erano davvero vestiti da teen ager, con tanto di cappellino, no non è una buffonata, ma la trasmissione del messaggio di essere “forever young”.
Si spengono le luci ed appare il maestro, brillo che avea le pupille dilatate come un ghiro illuminato dagli abbaglianti, mai visto uno?, bè nella mia casina in montagna ne ho visti quest’inverno poi ci andranno anche gli amici di Franz; comunque credevo fosse impossibilitato a cantare vista la quantità di etanolo ch’egli avea dentro se.
Guccini inizia a sproloquiare, è inutile, io e il mio “compagno” giudichiamo che lo spettacolo sarà un flop, io penso già al rimborso del biglietto, chissà magari vomiterà sulla folla………………………………
E invece parte canzone per un’amica, porco Zeus, due lacrime  forse anche colpa delle 6 casse attaccate a me, era lui, era LUI!!! La sua voce era ancora quella che sentivo nei brani di trent’anni fa. Il concerto va avanti, un’emozione dopo l’altra, urlavo in faccia alle sei casse davanti a me anche se nessuno poteva sentirmi (per fortuna!).
Questo suo discorso banale mi ha colpito “ragazzi questa canzone sembra vecchia perchè a quel tempo se parlavamo di sesso la chiesa ci censurava, ebbene, ora voi spingete più di me, beati voi. Questo per le contestazioni del sessant’otto dove vidi  pureuna ragazza con un cartello, per favore scopatemi…….. bè noi abbiamo lottato per la vostra libertà”.
La canzone che sottintendeva tale argomento era vedi cara, dove difatti l’autore tenta di sedurre la sua morosina in un modo un po’ più decente di “fidati di me non sono un latin lover” o “lo voglio fare davvero basta un attimo, lo voglio fare davvero se so che ti ho…..” periodi palesemente privi di senso.
Accidenti alla fine non ci ha detto Guccini come è andata a finire colla morosina, forse colpa della consorte gelosa. Ma qualcosa rispetto agli altri concerti era cambiato.
Molto cambiato.
Sugli spalti la folla batteva le mani, ballava un po’ tirava su il dito indice per aria con aria espressiva, ma…… i pugni chiusi??? Se guardate un suo vecchio concerto quello chi non teneva il pugno chiuso alzato ne riceveva 40 in faccia, ora invece nessuno più lo usa.
Io da buon intollerante degli estremismi me ne guardo. Chissà se qualcuno leggerà queste mie frasi considerando che guccini non piace a nessuno, i comunisti non ci sono più, il centro è pieno solo di truzzi colle sopracciglie rasate o di bionde artificiali che citando Franz “sono un’invenzione commerciale”.
Detto ciò arriva il sacro canto finale, molto lungo, della locomotiva, troppo bella per non essere citata e troppo lunga per esserlo fatto per intero, basti solo sentire l’urlo finale “ma a noi piace pensarlo ancora dietro al motore, mentre fa correr via la macchina a vapore, e che ci giunga un giorno, ancora la notizia, di una locomotiva, come una cosa viva, lanciata a bomba contro l’ingiustizia” Ah ovviamente all’inizio dell’ultima strofa maledizione è scesa le terza lacrima, ovviamente di stanchezza.      p.s. cercasi amanti di Guccini/de andrè/Battisti/PFM, cercasi odiatori di Finley/Sugar free/Tiziano Ferro/James Blunt   ciaooo

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Il Borto – 09/12/2008 20.35.10

Ghello 6 un idolo……….x un attimo mi hai fatto diventare un fan del Maestro

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Missione in Bosnia. Introduzione e prima puntata: “Il viaggio”.

25/08/2010 8.14.54

Premessa

Canto ai più di cento partiti da Collegno e da Bologna in missione per la terra di Bosnia; difatti non eravamo solo 30 ma a fianco a noi camminavano spiritualmente i genitori, altri scout, gli ex-scout, gli amici, i parenti e tanti altri a noi cari; questo scritto è soprattutto per loro. Ad ogni passo compiuto le vostre voci sono riecheggiate nei nostri cuori dandoci la forza per servire.

http://gentiesentieri.splinder.com è stato professionalmente composto dai due clan e rappresenta il blog ufficiale del progetto che vi invito a visitare, ho tentato di offrire un ulteriore e umile contributo nella divulgazione della route con codesto mio racconto a puntate coll’unico fine di poter donare una visione ancora più articolata. Le foto nei racconti della route sono alcuni degli splendidi scatti della Martina, Barbara, Chiara, Fede e altri.

O voi che il libro a legger v’apprestate,

liberatevi d’ogni passione.

E leggendo non vi scandalizzate,

Ché non contiene male né infezione.

Anche gli è ver che poca perfezione v’apprenderete,

salvoché nel ridere;

non può il mio cuore senza riso vivere,

e innanzi al duolo che vi mina e estingue,

meglio è di riso che di pianto scrivere,

ché il riso l’uom dall’animal distingue.

VIVETE LIETI” Rabelais

Il viaggio.

Giorno I

Lo zaino da route va preparato mettendoci tutto il necessario per il periodo lontano da casa, il che impiegherà circa due ore; da qui inizia l’arte michelangiolesca del togliere in modo tale da riuscire a camminare per giorni in salita collo zaino pieno senza crepare, l’arte del togliere richiede grossi sforzi di essenzialità e necessita di tre giorni almeno tra rimozione delle 8 magliette su 10 e di tutti gli altri beni che non sono strettamente indispensabili e che erano stati messi senza rigore nello zainone come se si trattasse di un viaggio di piacere.

In treno la nostra missione per conto di Dio riceve un prezioso simbolo con l’entrata della Polla da una delle stazioni della bassa recante in mano un pesante spadone di legno a due mani, sulla qual palese utilità non mi dilungo.

Le coscienze però non paiono ancora pronte per l’impresa, Fede si domanda se si possa spacciare coca nei biscotti, l’assenza delle taniche incute il terrore di una possibile sete futura (il che avverrà più volte) ma l’apice dei vacillamenti arriva quando giunti al porto di Ancona MarcoM propone con un drappello di raggiungere clandestinamente la Grecia per scopi velleitari.

Così forse sarebbe avvenuto se non vi fosse stato un prodigio davanti al porto: giungendo dalla stazione vedemmo una massa di scout quasi tutti maschi della peggior fratta…

Galli della Padania, Eruli laziali, Tusci e genti di Fano urlavano bestialmente, sentivo imprecare in alemanno e in goto ma mai di certo in italiano, erano questi seduti davanti al molo; passando in rassegna queste genti selvatiche sempre più anelavamo la fuga quando infine trovammo un gruppo di madonne e giovini appena tornati dal mare belli e sorridenti.

Quando mi dissero che quello era il clan che ci avrebbe seguito nella nostra route capii che il disagio, le salite e vivere al limite delle possibilità umane servono a far apprezzare le cose più preziose e più semplici, come il Collegno1, per quanto fossimo compatrioti li abbiamo conosciuti lontano dallo stivale, ed invero sappiamo che per vederli ora saremo pronti pure al progetto Lima e località più estreme.

Il disagio però non si arrende: dai biglietti si evince che Romano sia nato nel ’33 e Geco nel ’93; ma ciò non interessa ad alcuno e ci imbarchiamo.

Diario di bordo della Mn “Regina della pace”:

La nostra nave, battente bandiera Panamese per evadere il fisco, ci comunica a chiare lettere sulla scalinata di essere parte de “la prima compagnia low-cost del mediterraneo”, ci rechiamo subito sul ponte coperto solo da nubi.

Qualche goccia scende dal cielo e forte è il terrore in ognuno di noi, Geco per ingannare il tempo dà lezioni di teologia, a suo dire “se sei buono vai in paradiso, se sei più cattivo in purgatorio, poi c’è l’inferno e poi dopo solo il ponte del traghetto”.

Fede non ha il poncho ma non se ne cura, tanto suda lo stesso; io e Giacomo ripensiamo ai prezzi dei biglietti in quanto la prima classe costa mille lire, la seconda cento, la terza dolore e spavento; ma noi siamo sul ponte al settimo piano e chissà cosa ci aspetta.

Davanti al forte freddo vento salato Romano distribuisce beni di conforto a noi profughi: una caccola di grana umidiccio che sarà l’ultimo formaggio decente che mangeremo.

Geco dà la prima profezia: “l’anno prossimo le cose cambieranno moltissimo e saranno diversissime”; sport preferito di Geco infatti in questa route fu distribuire profezie e responsi, io mi limito a citarli.

Quella notte sul ponte passai ore a cercare le stelle cadenti e solo dopo che l’intero traghetto ne aveva avvistate parecchie e s’era già annoiato di vederle riesco a beccarne una anch’io in mezzo a Cassiopea alla quale affido il mio desiderio impossibile, tanto che mi aspettavo che prendesse e tornasse su per la richiesta.

Io, Matte, l’Elena, Damiano, Romano, Sebastiano, Marghe, Polla, Ire, Giulio e credo basta dormiamo sul ponte, gli altri in un angusto androne nella zona cabine-cesso che qui potete vedere. 

Importante è sapere che dopo la prima stella cadente ne ho viste altre 2, il che vuol dire 3 punti, mentre la media del Collegno era 7.

Giorno II

In principio di notte faceva caldo a stare in maglietta, poi inizia una tremenda escursione termica sul ponte che mi causa crampi e tremolii non attenuati dal sonno che risulta assente a causa della ciminiera che mi sovrasta. Avrei potuto giacere nella zona cabine-cesso, ma la bellezza della natura e la carica della route mi hanno lasciato lì come incatenato dalle sirene (quelle di Ulisse, non quelle continue dei tonanti fischi antinebbia della nave).

Come quei che non potendo risolvere una situazione finisce con trovargli un senso quasi sacrale, così io mi convinsi di stare vegliando volontariamente collo scopo di vedere l’alba che doveva avvenire addirittura a prua (chiusa ai non autorizzati).

Nel rosa degli arazzi nuziali tra il sole e il mare, in cui il sole si nasconde ancora tra i monti dalmati mi sovvengono le parole di Omero “Quando, figlia di luce, brillò l’Aurora dita rosate” e ancor di più quelle di Jannacci “Quelli che alle cinque di mattina, freschi come una rosa no, si svegliano per vedere l’alba che è già passata, oh yeah”.

Alla colazione è d’uopo dire che senza dircelo la maggior parte del clan si era portato il grancereale, al che è seguito un concorso gestito dagli affamati-scrocconi che ha visto come vincitori per bontà quelli della Marta.

Scesi a Spalato molti restano colpiti dalla poliziotta della dogana, io invece resto inquietato da un enorme ufficiale croato che si diverte a leggere le carte di identità e dire a gran voce Buongiorno e il nome del viaggiatore. In pullman parte un viaggio lungo e assolato, per fortuna l’autista riesce a bypassare in qualche modo il controllo della dogana, o forse era solo in overdose di sigarette, siccome il suo fumare ininterrotto per 6 ore rifletteva di certo una qualche nevrosi.

Altra motivazione di tale salto alla frontiera e più plausibile è che essendo scout in missione per conto di Dio siamo sacri, inviolabili e incontrollabili.

Dopo un torpore di 6 ore, tutti si svegliano alla vista dei primi palazzi senza intonaco e senza parapetto, l’odore della meta è vicina non tanto per i cartelli stradali quanto per il fatto che la insegne di birra che prima erano tutte Karlovatco ora sono Sarajetzco .

Tutti in pullman presi dall’euforia iniziano a cantare, nel bel mezzo di “canta e cammina”, al verso “spirito che riempi i nostri cuor, danza insieme a noi” appare il cartello “14 Km a Sarajevo”. La Robbi dopo un po’ di canzoni impone al pullman di cantare unicamente “Gloria” di Giombini, il pullman obbedisce, così forse per volere anche della trascendenza senza saperlo al verso “ti rendiamo grazie” appare il cartello scritto in nero su sfondo giallo Sarajevo Сарајево.

E qui finisce il primo episodio, chiudete gli occhi, riascoltate questa canzone linkata realizzata da cantanti improvvisati come noi e pensate alla gioia che tenevate dentro, che questa più di tutto vi resti e doniate.

Alla prossima puntata, quando mi tira…

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Geco – 25/08/2010 11.18.03

Spettacolare! La vita! Voglio la seconda puntata subito!

Federico – 26/08/2010 11.26.07

ma che blog cool! non mi stupisco tu sappia scrivere alla dantesca viste le origini e le fiorentine di cui ti alimentasti! anche se c’è da soffermarsi sui tuoi pezzi più antichi, la musica di vivaldi che mi accende le cellule cerebrali all’ascolto… ma più di tutto emerge un disagio intimo ma pacato che appasiona e sa stufare anche chi di disagio se ne intende. voto 10pieno da oggi nella mia lista d preferiti.

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In questa mia spiaggia di pensieri arenati, potresti essere un tesoro

Missione Bosnia, seconda puntata, la Passione

26/08/2010 9.49.03
Premessa
Miei cari lettori, la cultura attuale sappiamo che sta distruggendo l’amore. Non dico quello solito tra due borghesotti che si vedono il week end per giocare alla merla a casa di uno o dell’altro e poi si sentono solo su fb, ma parlo dell’amore impegnato, faticoso, che costa sacrifici, che fa lavorare lontano, che richiede rinunce a cose di cui si può fare, magari con fatica, a meno. Solo grazie a queste tribolazioni si potrà vivere amandosi davvero. Ecco quindi che in quest’ottica, quella che Ulisse e Virgilio prima di essere eroi devono scendere agli inferi e che Gesù non sarà mai testimoniato davvero se non dopo la passione e la risurrezione che potrete inquadrare il motivo per cui ho scritto del II e III giorno, nonostante sappia bene che siano stati il crollo del morale comune; e chi non vacillerebbe dormendo su un letamaio di capra? Se ora siete felici della route e di essere a casa, molto è per il II e III giorno.
II giorno continua
Dopo l’entrata trionfale in Sarajevo siamo subito cacciati dal tram per il nostro numero, poi riusciamo a pigliarne un altro.
A lato della strada si nota un enorme palazzone socialista spoglio composto unicamente da piloni di cemento armato, lasciato tal quale dalla guerra.
Dopo un’attesa alla stazione dei pullman e poi un altro pullman bollente raggiungiamo Breza, dove l’acqua potabile è in boccioni.
Il viaggio di 30 ore come una sbornia reca mal di testa atroci a varia gente e livelli di carica bassissimi, che vengono espressi con dichiarazioni palesemente mendaci alla staff di lì come se fossero alle stelle.
Tale staff ci offre il benvenuto tramite un preparato fosforescente multivitaminico al sapore di medicina del colore dell’uranio che Homer utilizzò per creare le varietà di Tomacco.
Durante la cena molti richiedono il menù “pane bianco e riso liscio” per paura di pigliarsi malattie ignote alla medicina italiana, in realtà col senno di poi avrebbe giovato molto di più lavarsi le mani ogni volta prima di mangiare, tradizione tipica ad ebrei e musulmani ed ignota a noialtri in particolare nei pranzi all’aperto.
La cena si svolge in un edificio in Breza costruito grazie alla cooperazione internazionale torinese, all’interno vi è un centro giovani, gruppi di fitness, graffiti, breack dance, dibattiti nonché centro di orientamento lavoro e studio in un modesto edificio.
Vi è da chiedersi cosa sarebbero in grado di compiere i cittadini coll’oratorio dei salesiani.
Si tentano rianimazioni fisioterapiche e primi deboli segnali, dopo 33 ore, di igiene personale.
Geco è sull’orlo del crollo psicofisico quando apprende che dopo la sveglia alle 4 colla Robbi avrà da passare parte della notte a fare staff.
Il secondo Epic Fail per importanza della ruote avviene quando dopo giorni passati a procacciarsi delle mascherine che erano state richieste per la ruote, a Breza la staff sostiene che non ne sapeva nulla. Il primo Epic Fail invece avverrà quando viaggeremo in 30 in un furgoncino al quale per lo sforzo bruciano le gomme e l’olio e quando 2 gruppi del nostro clan si cimenteranno nello scavare la terra attorno a un rifugio scoperchiando un pozzo nero emanante infausti miasmi, ma questa è un altra storia.
Giorno III
Dal diario di viaggio :”maledizione sono davvero le 6″.
A quest’ora mattiniera viene spiegato il servizio che andremo a compiere: segnaleremo i sentieri tradizionalmente usati dai locali e riscoperti da Silvestro e Amir.
Partiamo per il nostro servizio, a Matteo viene imposto di falciare in mezzo alle ortiche, nonostante l’obiezione di coscienza espressa dal suddetto tramite qualche perplessità davanti alla risposta di non curarsene si ritrova l’avambraccio ricco di varie irritazioni.
Io e MarcoM incontriamo un indigeno che ci invita alla sua magione a bere una squisita Kafa, nonché una tisana locale da lui colta.
Il pranzo è composto da pomodoro pane e “formaggio” come buona parte di quelli avvenire, per fortuna il prodotto caseario lì consumato della Viotros che pare silicone per tapparelle non verrà più acquistato.
Dopo discese e salite impervie, tronchi per il sentiero che fa assomigliare il tragitto a un percorso di guerra o Hebert, che dir si voglia, davanti a una serie di rovi inizia il grido “falcetto” con una disperazione come se si dicesse “portaferiti” giacchè nella selva non si riesce ad avanzare.
Nel pomeriggio avviene l’evento che renderà Silvestro immortale,sebbene i giorni successivi li passerà unicamente in alta uniforme, in quel momento camminando in boxer davanti ai clan in botta per la fatica supplicanti una sosta impone di avanzare con la frase “ammutinamento un 性交”.
Tale episodio ispirerà il maestro Donato molti giorni avanti, ma anche questa è un’altra storia. Non essendoci foto di tale episodio l’unica rappresentazione che mi viene in mente è questo video in cui coordinator invita a temere le mine.  .
La completa assenza di riferimenti spazio-temporali nelle comunicazioni a noi segnalatori per conto di Dio fa coniare l’espressione più volte usata di “ruote genti e sentieri a caso”.
Raggiungiamo Budozelije, il custode non c’è ed il rifugio è vuoto, ci facciamo la doccia come zingari con 2 bicchieri d’acqua, poniamo i sacchi a pelo sopra un posto dove le capre hanno manifestato una certa predilezione per la defecatio.
Tale enorme disagio è però contrapposto alla cena da ristorante in cui ci cuciniamo focacce con cevapi, pomodori , cetrioli, cipolla e jogurt a volontà.
Vista la ridotta superficie della tettoia appena spazzata dalla merda di capra Damiano si sacrifica e va a dormire in mezzo a questa, Matteo inizia una lunga imprecazione antistress.
Giorno IV
“Buongiorno sono le 6″
“Ma quale buongiorno? Un’altra giornata di たわごと ” mi sia condonata tale espressione dal giacituro ove avevo dormito.
Morale crollato, assenza di acqua, aliti emananti infausto e fortissimo odore di cipolla dei cevapi della cena. Riprendiamo la marcia e davanti alla nostra eroica tempra un reporter della TV di Srebrenitza ci segue per un tratto del cammino filmando le nostre importanti gesta, la nostra marcia ha infatti un’importanza sacrale quanto la marcia del sale, la gente si unisce per brevi tratti per dire ai figli “Io c’ero con loro ” e di certo saremo oggetto di tutti gli speciali storici dei tg bosniaci e dei loro superquark quanto noi ci siamo dovuti sorbire gli “angeli del fango”.
Inizia la prima zona rischio mine (foto), l’ospedale più vicino è a 40 km, ovviamente non esiste l’elisoccorso, strumento ampiamente abusato nella nostra patria divenuto mezzo turistico abituale di ogni alpino improvvisato. 
Dalla selva appare un altro indigeno, come Goku, l’orso Blu, il Piccolo principe e Walker-Washo non sono chiare le sue origini ma la sua vita resterà nota al mondo indefinitamente.
Speciale Amir:
Classe ’78 Amir nasce probabilmente in Bosnia, le prime notizie risalgono quando durante l’assedio di Sarajevo scambiò 10 litri di benzina e 10 kg di scatolette attraverso il tunnel sotto all’aeroporto per due pacchetti di sigarette; difatti per farsi arrivare gli aiuti umanitari a Sarajevo fecero andare la manifattura tabacchi durante tutto l’assedio, non avevano pane ma sigarette da scambiare. Dopo questo di Amir si sa di certo che qualcuno deve averlo temprato fisicamente, egli riesce a camminare speditamente in infradito, apparire e scomparire dalla selva, chiedere informazioni alla polizia dal finestrino di un furgoncino con la portiera aperta e 30 persone dentro nonchè parlare cogli animali.
Non parlando alcuna lingua umana all’infuori di quelle balcaniche Marco capo del Collegno si vede costretto a interagire colla trascendenza per tentare di parlargli. Rappresenterebbe per molte donne l’uomo ideale dopo che la prima sera ha lavato i piatti di tutti noi 30 e di certo tutti noi vorremmo che lui facesse la promessa.
Fine speciale Amir
Continuiamo a camminare finchè, a un certo punto, ci accorgiamo dell’assenza di Marco, capo del Collegno, ormai durata ore; nessuno se n’era accorto poichè nessuno pensa ai capi. Si mandano varie pattuglie in perlustrazione ma, niente. Alla prossima puntata 

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Geco – 26/08/2010 10.30.14

Ah ah! Grande!

Federico – 26/08/2010 11.52.42

il beverone al tomacco! la caccola di grana umido, panico paura e il misterioso goku-amir! che perle rare di lettteratura vera!

Federico – 26/08/2010 11.53.51

il beverone al tomacco! la caccola di grana umido, panico paura e il misterioso goku-amir! che perle rare di lettteratura vera! t prego da oggi non esprimerti + a parole ma trascendi l’umana forma e diventa libro di saggezza

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Missione Bosnia, terza puntata. Della bellezza dell’igiene e dell’ultima parte di cammino.

27/08/2010 8.48.36

Premessa
Ora non scagliatevi contro il narratore accusandolo che ciò che starete per leggere appaia in parte simile alla prima puntata del blog http://gentiesentieri.splinder.com .
Davanti a tale accusa non ho difesa, confesso che la prima pagina di quel blog era stata affidata alla mia pattuglia ed io ero quello che aveva le più dettagliate informazioni sui giorni trascorsi.
Scrissi dunque la pagina, Seba aggiunse un po’ di cose e la Chiara bionda cancellò le cose scritte dal Seba.
Perdonatemi e siate clementi dunque se mi rubo i lavori.

Giorno IV continua.
Dopo l’invio di varie squadre di ricerca e un’attesa di due ore riparati dalla pioggia lieve che era durata giusto il tempo di mettersi il poncho dalla selva torna visibilmente provato il capoclan Marco.
Questo video mostra dall’inizio alla fine la vicenda di Marco disperso, coll’unica differenza che invece dello sci si era dato al trekking. L’arrivo con due bastoni ha valenza di eroismo, certuni piangono, le sue scolte gli si avvicinano come pie donne a tergergli il sudore della sua via crucis personale. Marco infatti, seguendo l’esempio del suo evangelista omonimo che in Mc 10; 45 dice “Il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti” come servizio personale si era caricato uno zaino da 80 litri di elettrodomestici da vendere alle sfortunate massaie bosniache.
Nell’attesa dell’arrivo del disperso partono delle balle da pescatore sulla resistenza fisica in cammino, la più grande sparata recita “A Santiago abbiamo fatto 25 km, zaino in spalla, in due ore” gli illustri lettori che non vogliono fare una botta di conti sappiano che se questa affermazione fosse vera, l’Ape car non avrebbe mai avuto ragion d’esistere; tuttavia, non essendo cortese rinunciare a tali discussioni credendosi superiori, ho potuto garantire di aver pescato in un giorno indefinito con testimoni irreperibili un capodoglio dal Reno, avergli fatto un grattino, aver giocato a clap-clap e poi averlo lasciata libero in quei luoghi dove risiede ancora felicemente.
Dopo molto errare giungiamo al rifugio di Mekuse e ci facciamo tutti la doccia. Piacere indescrivibile. Avviene una metamorfosi, da bestie puzzolenti, sudate, affaticate, salate, colla pelle acida e i capelli unti ci trasformiamo in individui puliti, sorridenti, dolci.  Sprigionavamo pace e armonia a chiunque ci guardasse. Certuni si danno al calcio mentre altri tra cui me si danno alla pallavolo.
Speciale match di pallavolo.
Ci troviamo io, GiacomoV, Giulio e l’autista coi ray-ban della staff che ha nome Michele dalla composizione si evince che siamo i tipici giocatori della domenica, davanti a noi un esercito di pallavoliste con un decennio a cranio di esperienza.
Inizia il gioco e non credo ai miei occhi, non so bene da cosa fosse causato ma la nostra squadra si da a freestyle e punti indegni, tant’è che tento di fondare un club pallavolistico con queste quattro rivelazioni e Michele presidente.
I punti vanno avanti a raffica. La vittoria sarebbe stata ancora più apocalittica se la giuria dei guardalinee non fosse stata composta di 6 donne, + MarcoM che per palesi motivi non poteva contraddire gli assurdi responsi, che vedevano le palle nel loro centrocampo da noi tirate come fuori.
fine speciale pallavolo
Al rifugio di Mekuse essendo belli e profumati ci scattiamo delle gran foto di gruppo. Dopo una buonissima cena incontriamo gli ospiti: Miro-Colonnello Kurtz e il circolo degli sport estremi.
Delle origini di Miro-Col.Kurtz che ben vedete in questa foto  si sa solo che probabilmente è serbo-croato sia perchè va a messa, sia perché ha l’insegna della birra Croata sul rifugio, sia anche solo perché vende birra e se fosse musulmano non potrebbe (torneremo sui costumi delle donzelle musulmane verso la fine). Egli era un ufficiale addetto alla posa delle mine in tutta la zona di Breza-Vares e non dice null’altro.
Miro-Col.Kurtz sostiene che la guerra sia orribile, e di aver visto cose indicibili, mai confessate nemmeno ai suoi familiari perché incapace di comunicare tale orrore. Ecco parte di una sua intervista.  I secondi ospiti sono i giovani dell’associazione sport estremi tra i quali Mirza, tale club conta 30 iscritti attivamente e altrettanti che si giovano di essere soci senza fare alcunchè, come il PD. Un ragazzo per comprarsi la bici ha lavorato un anno intero, un altro propone di vendere un rene per poter divertirsi in tempi più brevi eccetera. Oltre all’unico vero sport estremo praticabile per statuto dell’associazione solo da maggiorenni, il parapendio, consistente nel lanciarsi dalla cima di un monte per fare una fine eroica e commovente invece di crepare senza il controllo dei propri sfinteri a 90 anni in un ospizio, vi sono anche lo sci di fondo e il ciclismo, più praticati dai giovani. Andiamo a dormire e il giorno dopo facciamo saltare Seba per i suoi 21 anni. 
Riprendiamo il cammino, saremo invitati nella baita di un altro testimone, opposto a Miro e giungeremo alla nostra base operativa in un paese fantasma, ma questo lo saprete solo nella prossima puntata.

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Missione Bosnia, quarta puntata, disagio estremo in Vares

28/08/2010 1.35.54

Igra rokenrol cela Jugoslavija ve se oko tebe ispravlja i savija
Balla ..tutta la Yugoslavia Tutto intorno a te si piega e si stende
Giorno V
Dopo la consueta sveglia di buon mattino (espressione stilnovista per perifrasare imprecazioni contro la staff) ci rechiamo ad un rifugio per incontrare il saggio Joso, l’individuo opposto a Miro.
Vari asceti si sono contesi nei secoli la risposta su come si possa vivere in pace nel mondo rispondendo nella sostanza che l’unico modo sia fuggire da questo vivendo come eremiti lontano dal suddetto mondo.
Il saggio Joso è uno di questi.
Ex scout, montanaro poi trasferito in città, la sua casa fu bruciata durante la guerra, fuggì in Europa senza aver mai sparato ad alcuno e tentando di aiutare per quanto possibile il prossimo. I suoi figli vivono l’uno in Olanda e l’altro in Italia.
Ad una domanda il saggio Joso ci rispose così: 
Ritorna l’incontrastato protagonista della ruote: il disagio; avremmo potuto prendere un pullman, ma non ce l’eravamo portati in quei luoghi, sui mezzi che ci sono stati concessi dai locali parleremo in seguito.  Per cui ce la facciamo a piedi, “che bello camminare”.
La sera vediamo i primi tetti d’amianto che rappresentano la vicinanza di Vares.
A Vares cantiamo come già successo più volte l’inno morale della ruote:

Pokupimo boje koje padaju sa neba
Raccogliamo i colori che cadono dal cielo
ovoljan je dodir, samo to nam treba
basta
un contatto, abbiamo bisogno solo di questo
aboravi na juce, hajde pogledaj u sutra
dimentica ieri, su guarda al domani
ideces da zelis, videces da mozes.
vedrai che vuoi, vedrai che puoi
dgovori koje trazis nisu bas daleko
le risposte che stai cercando non sono così lontane
ogledaj u sebe, pogledaj u sebe
guarda in te, guarda in te
eka tvoja glava bude samo tvoja briga
la tua testa sia solo la tua premura
e daj da joj govore, neka sama otkrije.
non lasciare altri parlarle, scopri da sola
Rit. I
gra rokenrol cela Jugoslavija
balla .. tutta la Yugoslavia
ve
se oko tebe ispravlja i savija
tutto intorno a te si piega e si stende
Pokupimo zvuke koji padaju sa neba
raccogliamo i suoni che cadono dal cielo
ovoljan je dodir, samo to nam treba
basta un contatto, abbiamo bisogno solo di questo
a li pratis znake koji stoje oko tebe
segui i segnali che sono intorno a te
ideces da zelis, videces da mozes.
vedrai che vuoi, vedrai che puoi
o sto sada krijes, niko ne vidi na tebi
questo che stai nascondendo dentro di te, nessuno può vedere dentro di te
ogledaj u sebe, pogledaj u sebe
guarda in te, guarda in te
eka tvoja glava bude samo tvoja briga
la tua testa sia solo la tua premura
e daj da joj govore, neka sama otkrije.
non lasciare altri parlarle, scopri da sola
Siamo finalmente nella nostra base operativa, nonostante i piedi dolenti siamo subito precettati per il tour della città.
Il paese una volta fiorente centro estrattivo-siderurgico dopo la guerra ha visto più che dimezzarsi il numero dei suoi abitanti, diventando di fatto un paese fantasma.
La cattedrale più grande di Vares è spacciata come caratteristica per la presenza di due campanili paralleli sulla facciata, tale affermazione è subito sconfermata dall’Arch.Ing.Dott. Gran Massone Ilaria Lalla Guidalotti, secondo la quale la facciata era uguale a quella della chiesetta di S. Martino al Cimino.
Momento serio: la moschea dista 60 passi dalla cattedrale, come diavolo han fatto a massacrarsi tra loro?
Tornando a noi passiamo sul pontevecchio versione Vares, si narra una toccante favola per turisti: un amore folle tra due amanti di religioni differenti che tentano di scappare assieme, ovviamente uno crepa e l’altra si affoga di crepacuore. Mi chiedo perché sia sempre l’uomo ad accopparsi per primo.
Passati davanti a un enorme monumento socialista stacanovista che ritrae due minatori spigolosi enormi, tra cui Fede, giungiamo alla discarica di Acerra locale, che però i locali hanno visto bene nel porla sotto a un laghetto artificiale dove loro stessi fanno il bagno per illudere di non averci sotto 40 anni di produzione dell’amianto dell’Eternit Casaralta. Ahi il ricordo si fa orribile, e continuar m’è duro; orrore, orrore, orrore.

Alle ore 10 di sera, esce l’amaro e temuto responso, come già presagito da Geco colla profezia “qualcuno si ammalerà” suona il termometro. 38, 39, 39.5, c***o prendi subito una tachipirina che non è una gara!
Dal diario di viaggio in terra di Bosnia “Che la beata vergine e S.Paolo ci aiutino, misericordia, abbiate cura delle nostre famiglie.”
Di lì a poco come era auspicabile la pandemia parte, dolori, diarree di settimane, vomito, febbri disumane. A questo seguono diete ospedaliere, il solito pane e riso in bianco, io invece grazie alle 20 boccette di fermenti non sono lambito dalla pandemia. La realizzazione della profezia di Geco mi vede costretto a stilare uno speciale al riguardo, in rima dantesca, cosa che lui non ha mai fatto.
Speciale profezie di Geco
I
L’anno prossimo oramai venturo
nulla così resterà e tutto cangerà
e poche cose permarranno per sicuro.
II
Grosso disagio tra noi avverrà
lungo il cammino per la via
all’interno della nostra comunità
III
La pace colla staffa rotta sia
un di noi litigherà con loro
poscia pace si farà tuttavia
IV
Un di noi avrà la faccia d’oro
dal malanno enorme ch’avrà preso
e tutti ci dispereremo in coro.
V
Il pudore pubblicamente sarà leso
a causa d’un fraintendimento
con un locale che parrà offeso

Secondo Geco la seconda si adempì con tre di clan che a pranzo erano avanti e non si trovavano più, la terza con un litigio tra uno di clan e una della staff, la quarta con il primo malato, l’ultima con una clanista che senza pudore di notte si è messa a dire ossessivamente Curva, che come san bene quei del viale Aldo Moro, della via Stalingrado ed i cinquantenni in genere in slavo significa venditrice di un gaio cesto d’amore che amor non è mai (t***a).
Fine speciale profezie di Geco (portano solo sciagura) e inizio speciale musica di Bosnia
Tre sono i generi più in voga in quei luoghi, il primo è il rock, il secondo è la canzone d’amore triste e la terza è il tecnofolker, derivante dalle marce militari e simile alle musiche disco che i corrispettivi bimbi-minchia italiani recano nei supercellulari acquistati derubando i nonni. Questo genere non è molto comune in internet, questo comunque dovrebbe essere un caso 
La musica è un’arte che come l’altre dovrebbe servire solo all’amore stringendo gli amanti nei balli eterni o acquietando gli animi degli infanti dai brutti sogni. Stolto è chi usa la musica a scopi nazionalistici. Non so se i Bosniaci lo sapessero, ma i Turchi di certo per tale inclinazione alla musica “di regime” si erano già resi ridicoli… 
fine breve speciale sulla musica bosniaca
VI giorno
Dopo disagi per la spesa, il disagio aumenta esponenzialmente coll’otturazione (così dice l’italica stirpe tutta, solo a Bologna si dice che qualcosa è munito per dire che è occluso) di tutti i cacatoi (anche questo è italiano, si noti).
La Marghe e la Barbara resteranno immortali per l’infausta impresa di averli sturati.
Al primo pomeriggio di servizio siamo calpestati da una marmaglia di infanti iperattivi e culturisti.
Sia a basket che a calcio l’Italia subisce una disfatta atroce, solo per dovere di cronaca devo citare il punteggio Italia0-Bosnia Herzegovina 10.
La sera la passiamo con Sasha, il superesperto di mine, ricordatevi che se vi trovate in un campo minato dovete restare immobili e aspettare i soccorsi; non chiedetemi a cosa vi possa servire nel Bel Paese tale affermazione, se continueranno i contenuti e pacati toni parlamentari di adesso l’opzione è probabile.
VII giorno
Sei malati seri, miserere.
La parte ancora sana del mio gruppo è inviata a scavare una buca per trovare un tubo d’acqua, la locazione del buco che prima pareva certa si rivelerà erronea e noi saremo costretti a rivoltare l’intero giardino. 
Se tale disagio per il lettore non basti sappia che in questa folle impresa ci ritroviamo a scoperchiare pure il pozzo nero, del quale una sola zaffata basta a far vomitare un essere umano.
Amir al culmine della disperazione prende due bastoncini e alla maniera dei rabdomanti o di Willy Coyote si mette a cercar l’acqua. Potevi mettergli una cisterna davanti e non si sarebbe accorto di niente.
Ciò a dimostrare che l’uomo sia un’essere irrazionale che s’affida alla metafisica trascendente soprattutto quando è disperato. Nel nostro gruppo si ammalano altri due individui per cui giungiamo a quota 8 infetti. Le guarigioni fin d’ora sono rare e illusorie, come quella di Geco…
La scuola trasformata in lazzaretto, i pochi idonei al lavoro spediti a fondare cooperative di autospurghi per cacatoi e pozzi neri, devastazioni calcistiche…. Il disagio troverà mai fine? Lo scoprirete solo nella prossima puntata.

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Geco – 28/08/2010 19.17.12

Sei tornato su buoni livelli!

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In questa mia spiaggia di pensieri arenati, potresti essere un tesoro

Missione Bosnia, quinta puntata, ultimi giorni a Vares e disastroso arrivo a Sarajevo

29/08/2010 9.40.58

وَلاَ تَقُولُواْ لِمَنْ يُقْتَلُ فِي سَبيلِ اللّهِ أَمْوَاتٌ بَلْ أَحْيَاء وَلَكِن لاَّ تَشْعُرُونَ
“E non dite che quelli caduti sulla strada di Allah sono morti, essi sono vivi; ma voi non lo sapete.” Corano, Al Bakara, sura 154
VI giorno continua
Cari amici di facete risa al coro di lieti ricordi insiti nè gli animi vostri il mio narrare riprende da questa frase del vecchio Ekrem, saggio e buon musulmano narrante del massacro di 5000 Bosniaci.
La sura del corano riportata è dedicata a quei 5000 innocenti.
La notizia che tale orrore fosse stato svolto nella palestra della nostra scuola non ha fatto che diminuire ancor di più i nostri scarsi e nefasti usi igienici.
L’affievolirsi del disagio è palese segno che s’ha d’andarcene, la nazionale di calcio infatti riesce nel pareggio 0-0 grazie a un rinvigorito spirito di catenaccio tipico di noi italica stirpe.
VIII giorno
Quasi tutti guariti, livelli di disagio troppo basso, risurrezione di Geco il terzo giorno per le partenze. Chiedo a Madonna Irene di lagrimare anche per me per l’addio alla Polla e alla Lalla, in verità avrei sperato si fosse sacrificata di più, con tanto di strappi di capelli e percussioni pettorali, ma si sa ch’al caval donato non si guarda in bocca.
I bosniaci infanti mi sfottono per le mie sfondate calzature, ignorando che non fiano mai scarpe portate agli scout se non sfondate, stolto è colui che se le porta nuove.
Incontriamo il circolo dè montanari, il presidente Aziz è parte degli SWAT bosniaci ed invero la sua massa lo conferma più della sua favella. Dalla sua bocca iniziano frasi di lode al compianto regime di Tito che udiremo da qualsivoglia bosniaco di qualunque fazione,mestiere,religione,sesso,squadra calcistica.
Dalla descrizione che fa del regime (95% di efficacia della polizia, molto più dell’italiana, sanità e istruzione gratuita, pace, ricchezza) nel mio diario non nego d’aver scritto ” Tito in Italia?”, ma dopo poco pensare all’importanza quantomeno di tentare una democrazia (che tuttavia in Italia ora non v’è appieno) mi convinco che, seppur questo dubbio sia lecito, sia meglio lasciar riposare in pace i dittatori morti e non disturbarli per ogni negligenza di noi vivi.
Incontriamo Enrico Dobìa, grazie al quale scopro subito il nuovo nome per la nostra impresa “missione di cooperazione internazionale, per la maggior gloria di Dio” “Missio ausili inter nationes ad maiora Dei Gloriam”. Questo testimone ci delizia di un dotto simposio sulla cooperazione internazionale dal piano Marshall all’ultimo concerto degli U2, e visto che mi piace posto qui “miss Sarajevo”, magari vi aiuterà a tornare a quei giorni. 
Dopo esserci accomiatati dall’amico Enrico ci viene in mente il famoso appuntamento dalle famiglie bosniache a prendere la Kafa, in tale rito sarebbe stato educato offrire un cibo delle nostre terre. “Ho due spuntini colla mortadella” disse flebilmente Damiano al vicino, il suddetto assai umiliato a bassa voce risponde “io non ho nulla”.
Al che il Damiano con voce un po’ più forte dice a due o tre persone “ho due panini alla mortadella” e queste rincuorate dalla confessione del primo rispondono con meno vergogna “noi no”.
Infine Damiano urla a tutti “C’ho quattro paninazzi alla mortazza enorme dell’Alcisa, e voi nulla” e prima che quasi tutti rispondessero in coro “noi non ci s’ha nulla” un anima pia fa notare al suddetto che per quanto sia buona la mortadella non sia un cibo molto gradito ai musulmani e Damiano non aggiunse alcunché.
Io offro i miei grissini per la causa, gli indigeni gradiscono e solo dopo molti giorni mi accorsi che dentro c’era dello strutto di maiale. “Io possiedo 4 pani alla mortazza, io possiedo i grissini allo strutto, io possiedo del grana avariato, io non possiedo niente”.
Dopo una mattina massacrante marcando i sentieri la mia pattuglia non ha nemmeno il tempo di lavarsi che deve correre subito ad animare. Siamo in una fattanza tremenda, riesco a malapena a camminare e appena giunto nel mezzo della piazza Varescina vengo assalito da una mole di infanti che esige di ballare.
Così ci mettiamo a volteggiare in cerchio come in un quadro di Matisse con io stravolto, the ultimate trance experience.
Segue un after tremendo per la veglia rower, vado in trance.
Giorno IX
Allucinazioni a sfondo mistico, sono le 6, non ho la forza di prendere appunti nè d’infamare, sono uno zombie e basta.
A pranzo so solo che Amir ci offre una serie di superalcolici preparati da un suo amico, trovo una Sim Bosniaca di cui ancora non so che farmene. Siamo accolti dalle suore francescane di Cristo Re, amorevoli signore date alla carità servendo i bambini abbandonati. Non sono ricche, hanno problemi economici, nonostante questo col sorriso sulle labbra ci offrono degli squisiti muffin al lampone fatti colle loro manine e da bere.
Ora non vorrei scomodare la trascendenza per una merenda, ma di certo qualche fedele avrebbe trovato Dio, Allah, Xenios o altri tra quei sorrisi e dentro quei muffin.
Alla partenza da Vares siamo tutti commossi di lasciare i nostri amici pargoli, a loro è dedicato l’inno della ruote.
Appena partiti l’incubo dell’atroce disagio svela minimamente il suo volto da dietro una casa, manifestandosi con un’auto delle poste italiane colla scritta rigata alla meno peggio per mascherarne il furto. Come un’allucinazione sentiamo che i mezzi per Sarajevo non saranno affatto decenti.
Il disagio dei trasporti si fa più intenso quando l’autista colla scusa che aveva scambiato uno 0 per un nove pretende di farci pagare 9 biglietti in più e se ne intasca la metà senza neanche darceli indietro, a nulla valgono le ora di discussione in bosniaco e nemmeno l’entrata a metà tragitto di Amir, Michele e Mr. Silver , è quest’ultimo che deve scendere a qualche fermata prima dicendo “non mollate siate duri”, bè fu una fortuna che l’autista alla nostra fermata non tagliasse colle porte Samuele.
Entriamo trionfalmente in Sarajevo per visitarla, dopo pochi passi per il centro, all’altezza della strada che divide la scuola islamica “madrassa” dalla moschea principale siamo assai colpiti dai costumi delle donne musulmane, spiegate in questo video educativo.
Il servizio intenso avevano resi noi giovini una cozzaglia di uniformi fangose, capelli incollati dall’unto, puzza mefitica; mentre il completo ascetismo ci aveva anche resi affamati come esseri privi d’intelletto, così vedendo le madonne musulmane in minigonna perdiamo parte dell’aura sacrale che ci avvolge, avremmo potuto fuggire, fare il bagno nelle vasche di abluzioni musulmane, bruciare l’uniforme e promettere a costoro la cittadinanza italiana tramite matrimonio (che per il diritto italiano non ammette impedimenta copulandi), invece avanziamo fangosi e solo per tale fornicante pensiero ci percuotiamo il petto e preghiamo di adempiere la nostra missione, e nulla più.
La schifezza della pasticceria bosniaca riesce a obnubilarci i sensi e a darci requie dalla visione delle donzelle.
Scrivo ora della più grande vetta di disagio della ruote: il ducato.
Speciale Super-disagio.
Avevamo chiesto infatti un pulmino ai nativi, con tutta risposta ci era stato donato un furgoncino grosso come un ducato, ovviamente già datato. Dobbiamo farci tutta Sarajevo e per evitare di sforare i tempi strettissimi che ci siamo imposti decidiamo di salire in 29 come profughi. 
Il motore romba come se fosse quello della “regina della pace”, prima puntata, ma ciò trattandosi di un furgoncino non pare cosa aprezzabile. I gas di scarico penetrano più nel Ducato invece che uscire, i 29 profughi disperati l’uno sopra all’altro che già mancavano d’aria si ritrovano immersi in una nebbia marrone.
La criticità della situazione però è apprezzabile solo da quei 4 attaccati alla parete di fondo del Ducato : Io, Damiano, Geco e nel posto più disagiato la Chiara bionda, più altri che non vedo per il fumo.
Ad un certo punto noi della zona disumana captiamo 4 piccoli urti, gli ammortizzatori non ce la fanno più e il fondo del Ducato sbatte contro la strada. A seguito di questi sballonzolamenti e sollecitazioni il motore fa ancora più fatica e a quelli della zona disagiata arriva una nuova nube, questa volta nera, chiaramente derivata dall’olio lubrificante bruciato.
Damiano, esperto d’automezzi inizia a gridare frasi a me incomprensibili, le quali anche per questo terrorizzano tutte, dice infatti “Qui coll’olio bruciato andranno subito a puttane i bronzini colle guarnizioni di testa” , tale esclamazione fa gridare tutti noi dietro di fermare immediatamente il catafalco.
All’arresto chiedo se quelli davanti avessero la benché minima idea di quello che fosse successo, mi viene risposto che effettivamente pareva insolito che la spia della temperatura del motore segnasse 105 gradi quando quella normale di crociera era sui 75. Come posso aver affidato la mia vita a questi individui?
Michele, divenuto nei miei incubi oramai Caron dimonio dagli occhi di bracia,  ci porta ad una casa senza intonaco, arredata in stile giapponese, l’unico lieto di verderci è un cane legato, l’unico odore è quello di un enorme letamaio. E nulla più.
Non mi sento di terminare lo speciale super disagio, sembra non finire mai.
Giorno X La sveglia viene operata dai capi sparando acqua a coloro che dopo l’inferno della sera prima non avevano il coraggio di aprire gli occhi, ci ritroviamo allo Zoo di Sarajevo a vedere gli animali degli altri clan, i quali dopo una messa stupenda riescono a distruggere tutto dando vita dopo l’ “ite missa est” a un lungo e scrosciante applauso da baretto.
Ora io dico, perché dovete ostentare sempre il vostro essere italici sottosviluppati applaudendo a : atterraggi, ammaraggi, baci di gente che non vorrebbe vedervi, botte, cacche di grosse dimensioni, doccia (quando uno ha il coraggio di farla), eia********i (dopo i 50 anni), film, gare, ragazza gradevole (accompagnata da fischi e avance indecenti), spettacoli teatrali e funerali?
Qui dovevo dire qualcosa a tutti i costi… Collegno vi voglio bene. Scusatemi.
Fortunatamente lasciamo silenziosi queste specie e continuiamo la visita in Sarajevo, momento serio: tra i primissimi edifici incendiati durante la guerra vi è la biblioteca, pensateci, la biblioteca è il tempo del sapere, dunque della pace; non a caso ne “il cielo sopra Berlino” è il luogo di ritrovo degli angeli.
Altro fatto che parla di pace è la storia dell’Agada, libro antichissimo e sacrosanto per gli ebrei, voluto per desiderio personale da Hitler durante l’occupazione nazista senza mai ottenerlo. Su come abbiano fatto i bosniaci a conservare l’artefatto con case e sinagoghe rivoltate sono nate molte leggende, ma gli storici sono concordi nel ritenere che sia stato nascosto nel sottoscala di una moschea, nel posto più improbabile, a perenne ricordo che due religioni diverse possono perfino aiutarsi.
Torniamo ai nostri argomenti faceti e al tormentone della ruote, “quando c’era Tito…” che si articola di una nuova testimonianza “si narra che un solo poliziotto controllava l’intero centro storico. Ora varie pattuglie non bastano. Quando c’era Tito non c’era droga, ora è ovunque”. Affermazioni evidentemente esagerate.
Mi ricordo tra l’altro che quando feci il campetto a Bracciano era così pieno di destroidi che ogni notte partiva il più vecchio colla frase “Quando c’era lui” riferita però a Mussolini (cosa ben diversa) e poi partivano un infinità di frasi nostalgiche e canti da osteria da persone che nulla sanno del fascismo, se solo avessero visto un po’ di amici crepati colle scarpe di cartone in mezzo all’inverno russo avrebbero finito di fare gli idioti.
Quel campetto però in Bracciano mi insegnò che la distanza tra scout e il non vedersi per anni può essere superato se si incontrano persone speciali; Agne ti voglio bene. Scusatemi.
La città dal belvedere pare ristrutturata e gradevole e questo è un bene perché si sa che la bellezza estetica, entrando nell’animo dei cittadini, si appropria anche di un valore etico. 
Le campagne invece sono ben lontane da tale visione e chi le abita vive soprattutto di agricoltura di sussistenza.
La pace è ancora lontana, l’odio spesso permane e gli insulti etnici, che secondo la guida “Quando c’era Tito” erano puniti con 5 anni di spaccamento pietre con un martello di gomma in qualche isolotto dell’adriatico, ora sono all’ordine del giorno.
Manca solo l’ultima puntata, non mi resta che augurare a voi che mi ascoltate ed ai Bosniaci la pace, come è scritta sulla maglietta della Silvia 

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Geco – 29/08/2010 11.27.58

Attendiamo il gran finale!

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In questa mia spiaggia di pensieri arenati, potresti essere un tesoro

Missione Bosnia, epilogo

29/08/2010 23.51.31

A scanso di equivoci, questo è l’epilogo, se volete capirci qualcosa dovete aver letto tutte le puntate, che troverete più in basso nel blog.
Dante, oh Dante… Dante maledizione svegliati!!


Dante mi servi, senza di te come potrei mai concludere la mia magna opra?

Ahi ch’ai per svegliare il vecchio Dante?
Iacopo Ghelleschi, cosa mi chiedi?
Di cose io n’ho da fare e tante

Mi dispiace avervi svegliato, mio diletto vate, ma veda, non credevo che dentro la bara voi aveste tanto da fare.

Da fare ho molto nel mortal torpore,
-urlò-Orsù presto dimmi Cavalcante
tu che sei ultras, quanto ha fatto la fiore ?

Col Napoli X? maremma maiala
peggio dei tempi del Cecchi Gore,
la tenue speranza ancor più cala

Dante lascia perdere la Fiorentina, mi serve che tu mi dia una mano, solo tu conosci l’arte del poetare

Perchè a me chiedi aiuto per tua opra?
Non posso io narrar di quei che Kvala
la parola per ringraziare adopra

Metà mi credono decoratore
di carta igienica e gli altri sopra
vivi, credono di Benigni scrittore

Dai Dante non te la prendere, finchè ci sarà anche solo un italiano che ti conosce e chiede il tuo aiuto per essere ispirato e non per scrivere rotoli di carta igienica che non finiscono mai o spettacoli di Benigni, credo che tu sia in dovere di aiutarlo, visto il dono che la divina grazia ti ha fornito.
Tacque, sbuffò, forse sorrise, ed iniziò a narrare.

Molto Iacopo hai errato nell’inferno
del disagio ch’è etterno dolore
oramai è finito l’errar nell’averno

Raggiunto abbiamo il paradiso
il belvedere d’un bello sempiterno
e tal bellezza ci abbellisce ‘l viso

Allah chiamano e risponean in coro
il tramonto, i venti le nubi all’avviso
della preghiera e del mutar coloro

dell’estivo tramontar di Sarajevo.
Spettacol fu quello come d’oro
e null’altro in verità volevo

Che lì rimanervi a l’aere ammirare
ma mai sarei stato tanto longevo
così da quel miracol mostrare

fuggemmo e tremai al sol pensiero
di dovermi assieme riavvicinare
a quei degli altri clan per davvero.

Non giudicar e non sarai giudicato,
pensai per cui smisi lor di criticare
ed attesi il che avevan lor cucinato

Mi porsero ciò ch’avevan cotto
a me fiorentin parea troppo salato
che fosse pita* mi fecero dotto

*Pita: involtino locale composto da pasta sfoglia che al suo interno può contenere salsiccia, formaggio o altro, da non confondersi colla Pita Greca.

Lo strillar dalla fame dei Rower
pareami forte quasi quanto un botto
tanto forte che capii lo Shopenawer

quando prega da giovane la morte
urlavano si scannavano e tant’è ver
che davvero nefasta parea la sorte

Miracol fu l’entrare nell’abitazione
e appena furon varcate quelle porte
vedemmo iniziare il grande veglione

stupende furono quelle scenette
dagli altri clan preparati benone
che rivalutai le mie critiche dette

Sempre i migliori siamo tuttavia
il Donato li spaccò tutti a fette
mimando il Silvestro per la via

Un capo bosniaco molto vegliardo
c’augura che la missione nostra sia
seguita da altre almen per un miliardo

Non so se su qualcun c’ascolti
ma spero che la gioia per cui ardo
resti con noi e per sempre c’involti

E caddi come corpo morto cade.

Danteeee, dante!! Fighissimo, senti ma perchè non parli più?

Ora colle tue parole devi favellare
ben so cosa t’ispirano quei volti
parla, il timore non ti potrà fermare

Capii dunque il silenzio di Dante e capii che dopo aver composto la magna opra la quale lungamente mi aveva impiegato notti e giorni meritavo di concludere io, con qualche umile e banale riga, il ripercorrere spirituale di tutti quei luoghi. Di importante del ritorno c’è solo il fatto che nella nave il ponte fosse chiuso e noi fossimo stati costretti a dormire di fianco o sotto le scialuppe, per questo Geco si trovò a dover rettificare “se sei buono vai in paradiso, se no in purgatorio, se fai peggio all’inferno, poi c’è il ponte della nave, e poi il ponte della nave al ritorno”
Cari amici, nulla è stato perfetto, non è stato idilliaco come ho raccontato fin d’ora, ma la certezza di aver vissuto, vissuto in pienezza è ciò che dà onore ad ogni caduta.
Inutile è fare una carrellata di nomi, sarebbe errato, poichè da molti che siamo partiti, solo un nome è tornato: clan Garisenda Nord.
A voi del Collegno non mi restano che riflessioni, sul perchè sia tanto raro trovare persone speciali quanto duro sapere di non vederle più.
Ne avessi avute 10 di route così… Visto che i ringraziamenti e le laudi sarebbero infinite, le lascio a chi le sa fare meglio di me
Per questa storia,se non v’è dispiaciuta affatto, vogliatene bene a chi l’ha scritta, e anche un pochino a chi l’ha vissuta. Ma se invece fossimo riusciti ad annoiarvi, crediate invero che son solo cazzi vostri. 

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